UNIVERSITA': ROMA INVASA DAI MANIFESTANTI

Roma invasa dagli studenti universitari, ma anche da ricercatori e docenti. Oggi e' la giornata dello sciopero dell'universita' e della ricerca contro i tagli dei finanziamenti, il blocco del reclutamento e la possibilita' di trasformare gli atenei in fondazioni. La manifestazione nazionale indetta da Cgil e Uil (con la defezione di Cisl e Ugl) ha come bersaglio l'intera politica del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

Due i concentramenti previsti. Il primo si muovera' dopo le 9 da piazza della Repubblica. Il secondo, dove confluiranno soprattutto i collettivi studenteschi di un movimento che e' stato battezzato ''l'onda'', parte alla stessa ora da piazza Bocca della verita'. Entrambi confluiranno a piazza Navona. Nel pomeriggio e' previsto un sit in davanti al Ministero dell'Istruzione in viale Trastevere promosso dagli studenti medi.

Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, ha rivolto un invito ai manifestanti a non cedere alle provocazioni, dal momento che ''c'e' chi non aspetta altro''.

Il leader sindacale si e' detto preoccupato soprattutto dopo il doppio blitz compiuto ieri mattina da Azione studentesca (An) in due sedi Cgil: quella della Federazione lavoratori della conoscenza a Roma e della Camera del lavoro a Brescia.

''Basta con i metodi squadristici'', ha avvertito Epifani, ribadendo le buone ragioni dello sciopero generale indetto dal suo sindacato per il prossimo 12 dicembre nonostante questa decisione abbia messo in crisi l'unita' con Cisl e Uil.

Gli organizzatori prevedono l'afflusso di almeno 100 mila persone ai cortei dove non ci sara' la Cisl, che ha deciso di revocare la propria adesione allo sciopero dopo l'incontro con il ministro Gelmini dei giorni sorsi che e' sembrato aprire un confronto con i sindacati sui temi della ricerca e del futuro dell'universita'. La Uil ha invece confermato lo sciopero, ritenendo tardivi gli impegni del ministro dell'Istruzione dopo aver deciso tagli consistenti sia ai fondi per le universita' sia a quelli destinati alla ricerca (la manifestazione di oggi e' contro la legge 133).

Qualche tensione si e' registrata ieri alla stazione di Milano, dove gli studenti in partenza per Roma hanno cercato di contrattare con le Ferrovie una riduzione del prezzo del biglietto. Alla fine del negoziato si e' trovata una soluzione: le Ferrovie hanno messo a disposizione un treno speciale alla cifra complessiva di 18 mila euro (8 mila sono stati raccolti tra gli studenti mentre 5 mila a testa sono stati messi a disposizione da Cgil e Prc).

Secondo gli organizzatori, dieci pullman della Cgil sono partiti dalla Calabria, oltre a quelli organizzati autonomamente da studenti e lavoratori; oltre cinquanta pullman sono arrivati dalla Toscana; 1500 sono gli studenti e i docenti delle universita' e delle accademie delle Marche giunti a Roma; una nutrita delegazione e' presente anche dalla Sicilia. Chi non e' potuto partire ha organizzato manifestazioni e incontri nella propria citta'. E' il caso - annunciano Cgil e Uil - di Palermo, Ragusa, Caltanisetta, Trani, Barletta, Foggia, Perugia, Teramo, Prato, Siena, Treviso, Venezia, Padova, Torino, Cuneo, Bergamo.
La protesta degli studenti e dei ricercatori universitari ha pure alcuni appuntamenti internazionali. Una manifestazione e' prevista in mattinata davanti all'ambasciata italiana a Bruxelles. Un'altra e' stata organizzata dai ricercatori italiani a Monaco di Baviera. Uno sciopero e' stato indetto dagli studenti che seguono l'Erasmus a Siviglia. Un sit-in di studenti, ricercatori e professori si terra' nei pressi del consolato italiano a Parigi.
Il ministro Gelmini, in una intervista al settimanale ''l'Espresso'', si dice convinta che ''quando si fanno riforme profonde si paga sempre un prezzo in termini di critiche e di resistenza al cambiamento. Resto convinta che il paese abbia diritto a un sistema della formazione moderno e competitivo e che sia mio preciso dovere lavorare in questa direzione''.
Il governo sta cercando di tenere aperto il dialogo con il movimento che contesta la politica nei confronti di universita' e ricerca. Ieri c'e' stato un incontro fra Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, i rappresentanti del Ministero dell'Istruzione e i presidenti degli enti di ricerca. La riunione ha deciso di esonerare quest'ultimi dal taglio del 10% dell'organico. Nell'incontro - si legge in una nota del Ministero della Funzione pubblica - ''e' stata ribadita l'esigenza di estendere, per gli enti di ricerca, fino al 2012, l'utilizzazione del budget economico pieno relativo al turn over''.
Domani e domenica e' prevista intanto un'assemblea nazionale del movimento di protesta contro la legge 133. Si terra' a Roma, presso l'Universita' della Sapienza.

asca

Notizia del: ven 14 nov, 2008

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