PIL: ECONOMISTI, PEGGIO DEVE ANCORA ARRIVARE

Italia in recessione dopo due trimestri consecutivi di crescita negativa. Nel terzo trimestre, il Pil e' risultato pari a -0,5% su base congiunturale, mentre il Pil del secondo trimestre e' stato rivisto al ribasso dal -0,3% a -0,4%. La crescita annua e' passata da -0,2% a -0,9%.
''Dato congiunturale in linea con le nostre previsioni ma negativamente impressionati dalla revisione al ribasso della crescita del secondo trimestre e dalla pronunciata contrazione su base annuale. Anche perche' la situazione e' destinata a peggiorare nel prossimo trimestre, basta guardare il trend della produzione industriale e la debolezza della domanda aggregata '', spiega Marco Valli, economista di Unicredit. Fosche le previsioni per il 2008 e 2009. ''Al momento abbiamo una previsione media per il Pil 2008 pari a -0,4%, un intero anno sott'acqua non si verificava dal 1993. Per il 2009 si dovrebbe scendere a -1,1%'', conclude Valli.
''Dato molto brutto. Considerano gli indicatori anticipatori delle imprese il peggio e' dietro l'angolo, per il prossimo trimestre ci attendiamo una contrazione congiunturale del Pil pari a -0,3% rischiando di accentuare la nostra posizione di anello debole dell'Eurozona'', spiega Carmela Pace, economista di Mps Capital Services.
''Per il 2008 stimiamo una contrazione economica pari a -0,4%.
Per il 2009 abbiamo -0,6%, ma si tratta di un stima preliminare che verra' rivista al ribasso'', conclude Pace.
Tra i big 4 dell'Eurozona, l'Italia non e' l'unico paese in recessione, tra i compagni di viaggio c'e' anche la Germania, -0,4% e -0,5% rispettivamente nel secondo e terzo trimestre. Ma il Bel Paese e' l'unico a registrare anche un crescita annua negativa (-0,9%), Germania (+0,8%), Francia (+0,6%), Spagna (+0,9%).
Non e' sola importante differenza. A livello di Eurogruppo ed Ecofin non si escludono misure di sostegno all'economia per contrastare l'attuale fase recessiva. Al momento, non ancora misure ''europee'', ma viene lasciata ai singoli paesi, in regola con i conti pubblici, la opportunita' utilizzare i cosiddetti stabilizzatori automatici, che consentono di immettere risorse nell'economia. Lo possono fare e lo stanno gia' facendo Spagna e Germania. Piu' controversa la posizione delle Francia dove a un deficit/pil pericolosamente in salita verso il 3% corrisponde pero' un rapporto debito/pil in linea con i parametri del patto del patto di crescita e stabilita'.
Nell'angolo l'Italia che, con un debito pubblico ben superiore al 100% del Pil e dunque lontanissimo dai parametri europei, non dispone di stabilizzatori automaticoi per contrastare l'impoverimento del paese.

asca (servizio)

Notizia del: ven 14 nov, 2008

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