PISTOIA: FESTIVITA' AMARE PER I DIPENDENTI DELLA RADICIFIL

FESTIVITA’ amare per i dipendenti della Radicifil di Pistoia, società del gruppo Radici che produce fibre sintetiche per il settore tessile. L’azienda «ha formalmente attivato la procedura di cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti, circa 130 dello stabilimento di Pistoia», annunciano in un comunicato le segreterie provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil. La cassa integrazione, a zero ore, è cominciata ieri e andarà avanti fino alla fine del mese. Entro la conclusione di dicembre è previsto un nuovo incontro tra l’azienda e i sindacati. Di fatto, l’avvio della «cassa» significa lo stop alle linee di produzione dello stabilimento pistoiese. E’ lo stesso sindacato, dopo gli incontri avuti con l’azienda, a illustrare i motivi che hanno portato a questa decisione dolorosa per i lavoratori: «Si tratta di cassa integrazione per momentanea mancanza di commesse di lavoro legata alla crisi del settore tessile», spiegano i tre segretari di Filcem, Femca e Uilcem, rispettivamente Daniele Gioffredi, Marcello Familiari e Adriano Valori. Radicifil è una società per azioni che fa parte del gruppo Radici, che solo in Italia da lavoro a circa tremila persone. Un gruppo di portata internazionale, che le cui attività si sviluppano nella chimica, nella plastica, nelle fibre, nel tessile e meccanotessile. Secondo quanto risulta dal sito internet del gruppo, nel 2007 il fatturato consolidato delle aree chimica, plastica, fibre e tessile è stato di quasi 1100 milioni di euro.
IL SINDACATO è preoccupato che «tale situazione possa procrastinarsi anche per i mesi successivi», ossia che la cassa continui anche a gennaio, e «che i primi a pagare le spese di questa situazione possano essere i 4 contratti a termine e quello di lavoro interinale, che rischiano di non essere trasformati a tempo indeterminato. Oltre naturalmente — aggiungono Cgil, Cisl e Uil — alla riduzione del reddito dei lavoratori interessati alla cassa integrazione». A loro, per il periodo di «fermo», dovrebbero andare intorno agli 800 euro. Il sindacato ricorda anche che la tegola sui lavoratori della Radicifil allunga la lista «nera» di questo 2008 per il mondo del lavoro pistoiese, già duramente colpito dalla crisi. «SI TRATTA dell’ennesima situazione di difficoltà per lavoratori occupati in aziende della nostra provincia — scrivono i sindacalisti Gioffredi, Familiari e Valori — che dopo la Mas, l’Infra e la Recoplast riguardano il settore della chimica e della gomma e plastica»

DA LA NAZIONE

Notizia del: mar 02 dic, 2008

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