TOSCANA: TOREMAR, LINEE E POSTI DI LAVORO A RISCHIO

Pensi già ai weekend di primavera e hai scelto come meta l’Arcipelago toscano? Tutto ok, salvo prenotare un posto sulle navi Toremar. Navigando sul sito e cliccando le date dal 1º febbraio in avanti, lo schermo rimanda la scritta che gli orari non sono ancora disponibili. «Non è un bel segnale. Ma fotografa la situazione che sta vivendo la compagnia tra prossima privatizzazione (a Roma è stato deciso che va fatta entro il 30 giugno); finanziamenti ridotti, posti di lavoro in bilico e una incertezza che angoscia noi marittimi. C’è anche il rischio concreto - spiega un dipendente - che i collegamenti vengano dimezzati e conseguentemente cancellati sulla tratta Piombino-Elba. Sarebbe un disastro». «E’ tutto vero. Il futuro è nero come la pece», gli fa eco il comandante Agostino Salza, che è anche sindacalista della Filt Cgil (marittimi). «Ne abbiamo vissute tante di situazioni difficili in passato - prosegue - ma questa volta è più dura. Il governo guarda alla privatizzazione (ma nel frattempo ha prolungato la concessione a tutto il 2009, ndr) e ha tagliato le sovvenzioni: dai 220 milioni del 2008 si è scesi a poco più di 170 per il prossimo anno. Meno soldi significano meno linee e meno occupazione». Ma quanti rischiano il lavoro? «Abbiamo fatto un calcolo: i dipendenti - spiega il sindacalista - sono circa 230, i posti pericolanti almeno 110. E l’ipotesi della cancellazione della tratta Piombino-Elba è concreta. La continuità territoriale va garantita e ci sono isole dell’Arcipelago dove si arriva solo con le navi della Toremar mentre l’Elba è servita anche da una compagnia privata. Quindi con questi chiari di luna il servizio pubblico diventa automaticamente a rischio». Il comandante Salza definisce la situazione «molto ingarbugliata» e garantisce «il forte impegno del sindacato sul fronte occupazionale». Dal canto suo, il sindaco di Portoferraio Roberto Peria confessa di essere «straordinariamente preoccupato» e vede all’orizzonte «scenari inquietanti». A un incontro organizzato dal Pd elbano, Riccardo Conti, assessore regionale ai trasporti, ha ribadito che «la Regione non farà l’armatore, ma vuole garantire i servizi e tutelare la continuità territoriale». Ma sulle modalità della privatizzazione non c’è chiarezza. Non si sa se il governo vorrà privatizzare Tirrenia in toto o invece dividerà il gruppo nei rami regionali, affidati alle Regioni e la cui gestione dovrà essere assegnata attraverso una gara alla quale non possono partecipare armatori già presenti nelle aree dove operano le compagnie Toremar, Saremar (Sardegna), Caremar (Campania) e Siremar (Sicilia). Sull’ipotesi dello «spezzatino», il sindacato ha espresso da tempo forte contrarietà: «In questo modo si andrebbe a svendere la flotta». Toremar ha attualmente sette navi più un aliscafo, in gran parte obsoleti. C’erano altre due navi, «Isola di Capraia» e «Bellini», che però navigano da tempo altrove. La prima, un traghetto veloce, è stata dirottata all’Adriatica (inglobata da Tirrenia) mentre la seconda è stata noleggiata a un’altra compagnia regionale. Ma da Napoli, a proposito di quest’ultima nave, arrivano voci riguardo ad una vendita che Toremar ha però smentito. «E’ una bella incognita quella sulle modalità della privatizzazione», sottolinea il sindaco Peria. «Si rischia di finire - prosegue - in un guado pericoloso che mette a rischio il posto di lavoro di tanta gente e la tranqullità delle loro famiglie». Ma come si è arrivati a questa situazione incandescente? Bisogna partire dal futuro, cioè dal 2009. Per il prossimo anno, come abbiamo accennato, il governo ha fatto mancare all’appello 46 milioni stanziandone solo 174. Nell’ambito del gruppo, le sovvenzioni vengono parametrate sui servizi garantiti dalle diverse società: alla Toremar per il 2009 spetteranno 10 milioni contro i 17 precedenti. «Mancano sette milioni, e di conseguenza si parla di tagli occupazionali e di servizi - sottolinea Salza - le previsioni non possono che essere fosche».

Elisabetta Arrighi DA IL TIRRENO

Notizia del: mer 10 dic, 2008

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