ALBERESE (GR): NO ALLA FUSIONE FRA AZIENDA E PARCO

La Regione sta lavorando bene, la “fusione” con il Parco della Maremma rischierebbe di portare forti vincoli all’attività produttiva, tagliando fuori l’azienda dalle logiche del mercato. Con queste motivazioni, in buona sintesi, i sindacati bocciano l’ipotesi di accorpamento tra l’Azienda Regionale di Alberese e l’Ente Parco della Maremma. Un’ipotesi rilanciata con forza nelle ultime settimane da vari esponenti politici grossetani, ma che Flai-Cgil e Fai-Cisl di Grosseto giudicano del tutto inopportuna. Lo scrivono, senza troppi giri di parole, Marco Dominici e Antonella Biondi, segretari delle due organizzazioni di categoria. I quali esordiscono con una premessa decisiva: «Una oggettiva e positiva valutazione rispetto alle condizioni economiche dell’Azienda di Alberese, ad oggi notevolmente migliorate rispetto alle problematiche che erano in essere prima dell’insediamento dell’allora amministratore aziendale Moreno Periccioli. Ad oggi malgrado lo stesso non sia stato ancora sostituito, non vi sono condizioni o limiti che impediscono l’arresto del processo di risanamento previsto dal piano concordato con la Regione Toscana». I sindacati osservano come il piano sia gestito e attuato dalla stessa Regione «attraverso un suo responsabile che ha le capacità e l’autorità» per consolidare e sviluppare quelle attività economiche «che hanno garantito ad oggi il raggiungimento della parità di bilancio e una serie di investimenti sia nel settore dell’agricoltura tradizionale che nel settore turistico ricettivo interno all’azienda». Un risanamento, specificano Cgil e Cisl, al quale hanno contribuito in prima persona i lavoratori. Per questo «quanto di buono con notevoli sacrifici è stato fatto fino ad ora» non deve «andare sprecato con idee di fusione o di gestione attraverso il Parco della Maremma che per sua natura rappresenta e opera, giustamente, per la mera salvaguardia ambientale del territorio in cui opera. Non è quindi immaginabile che un’azienda come è quella di Alberese, entità economica che deve fare i conti con le condizioni di mercato, malgrado abbia come proprietà la presenza del pubblico attraverso la Regione Toscana, possa veder vanificato il tutto in un’assurda logica di vincoli che ne impedirebbero lo sviluppo e di conseguenza il blocco del virtuoso e auspicabile aumento di presenza di manodopera dipendente». Niente fusioni, dunque, semmai un’auspicabile «sempre maggiore ricerca di collaborazione tra l’azienda e il Parco Naturale per incrementare la presenza turistica e l’attività convegnistica coniugando al meglio le attività economiche dell’Azienda Agricola Regionale con una maggiore fruibilità e valorizzazione delle bellezze presenti nel Parco Naturale della Maremma».

DA IL TIRRENO

Notizia del: mer 10 dic, 2008

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