LIVORNO: GIOPESCAL, LA RABBIA IN STRADA

La rabbia dei dipendenti della Giopescal è scesa in strada. Circa sessanta fra operai e impiegati hanno manifestato ieri sul tratto di via Leonardo da Vinci, partendo dallo stabilimento e arrivando fino all’altezza delle industrie Laviosa. Una dimostrazione civile e che ha avuto la solidarietà di molti automobilisti, pur rallentati dai manifestanti. Tra qualche striscione e le bandiere delle sigle sindacali (Fai Cisl e Flai Cgil) i lavoratori hanno occupato la sede stradale soltanto a tratti, per dar modo al traffico di scorrere, seppur lentamente. Un gesto che è stato apprezzato dai molti camionisti, che hanno ben compreso la difficile situazione di tanti uomini, ma soprattutto di molte donne che si sono trovate senza lavoro da un giorno all’altro. Solidarietà anche da diversi operai di Laviosa e dei Mulini, che si sono affacciati al passaggio del corteo. In testa, insieme agli operai c’erano i sindacalisti Maurizio Strazzullo (Cgil) e Roberta Pagni (Cisl). Molte delle lavoratrici venivano da una notte passata in bianco a presidio dell’azienda, in assemblea permanente; compito gravoso visto che devono anche badare ai figli, quasi tutti in età adolescenziale. Tra gli striscioni uno recita: “Ancora una volta i dirigenti sbagliano e gli operai pagano”, sintesi perfetta dei sentimenti dei lavoratori. La trasformazione del pesce è infatti un lavoro difficile, che si svolge in ambiente umido e freddo. «Abbiamo lavorato duramente, anche durante le feste, per mandare avanti la produzione. Non abbiamo mai detto no: sia da esterne (interinali o a tempo determinato) sia da dipendenti - si sfogano - e tutto questo per 1100 euro al mese. Adesso ci mettono alla porta e senza cassa integrazione. Questa parola, fino a due mesi fa non la volevano neppure sentir pronunciare; “stiamo lavorando per voi, non temete” è quanto hanno avuto il coraggio di dirci sino al 24 novembre!». Un addio reso più amaro dal fatto che, a differenza di altri mercati, quello alimentare gira ancora bene. Ieri, a Genova, si è tenuto il consiglio di amministrazione della Giolfo e Calcagno. Dal cda solo cattive notizie: anche gli impianti di Genova e il catering di negozi chiuderanno il 31 dicembre. Rimane ancora da sciogliere il nodo principale, quello della cassa integrazione, attualmente non contemplata. L’azienda è in crisi di liquidità ed allo stato attuale sembra voler prendere in considerazione solo la procedura di mobilità. «Domani - spiega la sindacalista ed ex rsu Roberta Pagni - si terrà un’assemblea aperta in azienda a partire dalle ore 16. Abbiamo invitato le istituzioni: presidente della Provincia, sindaco, assessore regionale al Lavoro e Roberto Piccini della Port Authority. Le istituzioni ci devono aiutare a superare questa crisi e a sostenere i lavoratori». Gianmaria Frati

DA IL TIRRENO

Notizia del: ven 12 dic, 2008

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

21-07-2019
In arrivo una nuova ondata di caldo, confrontabile a quella che ....
21-07-2019
La crisi del commercio non accenna a finire: dopo la debole 'ripresina' ....
21-07-2019
"Il tempo della trattativa dovrà risolversi in tempi brevi". ....
21-07-2019
Un cedimento del terreno su cui poggiano i binari ha bloccato, ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo