LIVORNO: EX DELPHI, NON FIRMIAMO LA MOBILITA' SOLO CASSA INTEGRAZIONE
 LA SITUAZIONE per i 182 lavoratori ex Delphi è legata alla firma dell’accordo per la concessione della cassa integrazione. Tutti hanno già ricevuto venerdì da Delphi la lettera per la messa in mobilità, ma nessuno di loro firmerà, come hanno suggerito ieri Cgil, Cisl e Uil durante l’assemblea che si è tenuta alla Camera del Lavoro.
LA TENSIONE tuttavia è alta e ieri in assemblea era palpabile: dopo quasi 31 mesi dalla chiusura dello stabilmento di componentistica auto, i lavoratori non ce la fano più. «Ho 39 anni moglie e due figli di 5 e 2 anni — testimonia Alessandro Annibale — è in casa mia entrano solo i 750 euro della cassa integrazione. Più c’è il mutuo da pagare. Riusciamo ad andare avanti con grande difficoltà, solo grazie ai nostri genitori». E aggiunge: «Le agenzie interinali ci offrono impieghi, ma temporanei e mal pagati». Remo Gambini, 48anni, ci mostra lettera di mobilità. «Ecco la nostra condanna scritta. E parte della pena già la stiamo scontando con la cassa integrazione iniziata 31 mesi fa. Per fortuna vivo in una casa popolare in affitto con mia moglie e mia figlia, ma non riusciamo lo stesso ad andare avanti con 750 euro al mese, la nostra unica fonte di sostentamento. Le bollette con cosa le paghiamo?».
ANCHE per Carla Barcali, 52 anni  vedova e senza figli, è dura tirare avanti. «La casa la comprai insieme a mio marito che è defunto, per cui almeno un tetto ce l’ho sulla testa. Io però sono sola. Chi mi darà una mano? Chi soprattutto mi darà un lavoro alla mia età? Le agenzie interinali mi offrono impieghi, ma pretendono di pagarmi 1000 euro al mese come i neoassunti perché non vogliono retribuirmi in base all’esperienza e alla professionalità che ho acquisito dopo anni di lavoro nel settore amministrativo di Delphi».
Insomma per i lavoratori tra i 40 e i 50 anni è molto difficile trovare una nuova collocazione. E se questa c’è, la retribuzione è «da fame» come confermano i diretti interessati e «i contratti sono tutti a tempo determinato».
ANCORA Massimo Paumgardhen, di 51 anni, con moglie e figlio di 27 anni che lavora come pendolare a Follonica. «Abbiamo il mutuo da pagare per la casa e con 750 euro di cassa integrazione non ce la facciamo. Per fortuna abbiamo l’aiuto dei nostri familiari. Siamo un famiglia monoredditor con tutto quello che ne consegue». E prosegue: «Ci hanno prospettato offerte di lavoro dopo la chiusura della Delphi fuori Livorno e ad 800 euro al mese, inammisibili, e con contratto a tempo determinato. Come fa un uomo come me, con famiglia, ed un mutuo da pagare ad accettare una cosa del genere?». «Per una famiglia vivere con i 750 euro al mese della cassa integrazione è un suicidio — aggiunge — perché da questa entrata vanno tolti anche i soldi per le bollette che paghiamo in ritardo».
E per il mutuo: «L’unico accordo intercorso con la banca è stato quello di pagare mese per mese invece che in rate semestrali». Certo la sospensione dei pagamenti sarebbe la soluzione migliore. di MONICA DOLCIOTTI DA LA NAZIONE
Notizia del: mar 16 dic, 2008

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