PISTOIA: LA MAS DEL BOTTEGONE E' IN VENDITA GIALLO SULL'ACQUIRENTE
 La Mas, l’azienda di circuiti stampati di Bottegone, è in vendita, insieme a tutte le aziende del gruppo. La notizia, che era nell’aria da tempo, è stata confermata nell’ultimo incontro tra sindacati e azienda, presenti Daniele Gioffredi della Cgil e Marcello Familiari della Cisl. Spiega Gioffredi: «La volontà di vendere ora è sicura, ci è stato detto che ci sono 2-3 gruppi industriali interessati all’acquisto, ma non è stato fatto alcun nome. Si tratta dell’acquisto di tutto il gruppo, che ha sedi anche all’estero, come in Francia e Germania». Insomma una partita grossa che coinvolge una delle maggiori aziende del territorio pistoiese, dove lavorano attualmente 124 dipendenti. Cassa integrazione. Ai lavoratori della Mas di Bottegone erano state assegnate sette settimane di cassa integrazione a rotazione, fino ad oggi ne hanno utilizzato tre. Spiega Gioffredi: «Restano dunque ancora quattro settimane di cassa integrazione da fare. E poi?». «Vorremmo saperne di più - ammettono al sindacato - l’azienda si limita a dire che potrà rendere pubblici i nomi dell’acquirente solo a marzo». Intanto il tempo stringe, ed è lecito chiedersi come procederà il ritmo di lavoro una volta esaurite le ultime quattro settimane di cassa integrazione. Per questo il sindacato ha chiesto alla Mas un incontro a fine gennaio. In realtà la voce di un possibile acquirente aleggia sull’azienda da almeno un paio d’anni. Nel settembre 2007 si era parlato infatti di un compratore coreano, ma naturalmente prima bisognava “risanare” cioè mettere in mobilità. La storia. Novembre 2007, l’accordo sindacale va in porto: nessun licenziamento ma un anno di cassa integrazione a rotazione per 47 dipendenti e mobilità solo volontaria. Un accordo raggiunto dopo cinque mesi di tensioni e votato a grande maggioranza. Su 176 dipendenti, l’azienda aveva segnalato 55 esuberi e proposto la mobilità. Il numero degli esuberi invece veniva ricalcolato dai sindacati a 47. Per questi dunque scattava unn anno di cassa integrazione straordinaria per crisi, dal primo gennaio al 31 dicembre 2008, da fare a rotazione fra i reparti interessati. Nel frattempo chi voleva andare in mobilità, magari perché intanto si è già avvicinato al pensionamento, poteva farsi avanti. Per il direttore della Mas De Peverelli e per i sindacati sembrava l’unico accordo possibile. Il dipendente in cassa integrazione riceve in media uno stipendio di 800 euro netti. E intanto per un anno l’azienda aveva meno costi. Poi c’era sempre da giocare la carta della vendita, coreani o no. Sì perché intanto l’interesse della fantomatica società coreana era stato congelato e rinviato al 2008. Ed ora si aspetta marzo. I.P. DA IL TIRRENO
Notizia del: gio 18 dic, 2008

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