CARRARA: CONINUA LA MOBILITAZIOE ALLA NCA PER USCIRE DAL VICOLO CIECO
 La tensione ormai si taglia con il coltello dentro il cantiere navale: i lavoratori, in un’assemblea ieri mattina hanno votato a grande maggioranza (60 voti contro pochi) di proseguire il blocco degli straordinari e delle flessibilità legate ai turni, per mantenere costante la lotta, dopo la lettera del ministro Scajola alle istituzioni e ai sindacati nazionali, sul no secco di Fincantieri e prendersi in carico Nca. Nero su bianco. Che il colosso pubblico della navalmeccanica non avesse intenzione di acquisire i Nuovi cantieri Apuania era già cosa nota da tempo, ma ora è nero su bianco. I sindacati hanno lasciato ai lavoratori la decisione se proseguire lo stato di agitazione (blocco degli straordinari e delle flessibilità): nella rsu la Fiom ha proposto di andare avanti col blocco, mentre Fim e Uilm propendevano per sospenderlo pur mantenendo alta la guardia: ciò avrebbe consentito la ripresa dell’attività piena in cantiere (per evitare l’accumulo di ritardi nella consegna delle navi) in attesa di conoscere eventuali offerte vincolanti a Meliorbanca da parte dei soggetti privati (si parla di 4) interessati ad acquistare Nca. L’iter di vendita può essere peraltro condizionato dalla difficile situazione del settore navale a livello mondiale, non per problemi interni ma per la bufera finanziaria. Linea dura. In assemblea la scelta se mantenere bloccati oppure riprendere gli straordinari e le flessibilità ha diviso i lavoratori: la proposta di proseguire lo stato di agitazione, poggia sul fatto che la procedura di vendita va avanti, finora non ci sono state offerte definitive dai privati, ma dovrebbero concretizzarsi entro gennaio (la metà o la fine). E la privatizzazione non piace ai lavoratori. «Dopo la lettera di Scajola, l’unica via appare proprio la privatizzazione - sostiene la Cgil - perciò non avrebbe senso sospendere la lotta per riprenderla magari il 15 gennaio. Da ottobre abbiamo fermato gli straordinari, crediamo forse alla favola che per questo siano noi a mettere in ginocchio il cantiere? La commissione comunale verrà a chiederci se vogliamo andare con il privato. Eppure era stato firmato un documento per restare nel pubblico». Il sindaco. Zubbani commenta la decisione dei lavoratori: «Naturalmente la rispetto, ma credo che forse sarebbe meglio che i lavoratori, sbollita la rabbia, ci ripensassero. Il cantiere in questo momento difficile, rischia di perdere competitività e accumulare ritardi nella consegna delle navi. Penso che sarebbe più opportuno che i lavoratori portassero avanti l’attività a pieno ritmo dimostrando, come sempre, il loro attaccamento al cantiere». DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 19 dic, 2008

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