PRATO: IL DISTRETTO SI INERROGA SUI LANIFICI SQUALO
 La denuncia dei lanifici-squalo dell’imprenditore Guido Pagliai scuote il distretto e stimola il dibattito. Il presidente degli industriali Riccardo Marini fa sapere con un comunicato come le aziende, terziste o committenti, abbiano «il dovere morale e il diritto legale di dire no a “proposte indecenti”. Lungo l’elenco di chi la pensa come Pagliai. Si va dal presidente provinciale di Federmoda Roberto Fabbri agli imprenditori Ivo Vignali, Renato Cecchi e Giampiero Lombardi (Assotex). E anche il Pd dice la sua sposando la proposta di Brezzo (Filtea-Cgil) di creare un tavolo per il rispetto delle regole. Riccardo Marini, presidente degli industriali. «Siamo tutti imprenditori - commenta il presidente dell’Unione - sia i committenti sia i terzisti e tutti operiamo in un regime di libero mercato. E questo deve essere il punto di partenza di qualsiasi ragionamento». Marini poi spiega che il fatto che un’azienda versi o meno in pessime acque non sposta il problema e che «tutti dobbiamo saper fare i nostri conti e essere determinati a rispettare gli equilibri dei nostri bilanci. Parlare di tariffe che poi si tradurrebbero in cartelli non è né possibile né legale». Segue nell’intervento del presidente un plauso al lavoro del tavolo di filiera coordinato da Cangioli e della sezione produttori di tessuto presieduta da Ciardi. Sulla responsabilità solidale invece Marini sottolinea come «il nodo sia intricato a causa dell’assenza di perfezionamento della legislazione» e fa sapere che il tavolo di filiera «ha stabilito di approfondire le possibili opportunità della legge Biagi». E nel frattempo - aggiunge il presidente dell’Unione - «isoliamo quella minoranza che chiede l’impossibile dicendo di no senza sparare nel mucchio delle organizzazioni che lavorano per migliorare le cose. Altrimenti rischiamo di fare non gli squali ma i polli di Renzo che si beccano tra di loro mentre sono portati al macello». Roberto Fabbri, presidente provinciale di Federmoda Cna. «Cambiare la testa di chi ci ha portato a questo punto - commenta - non è facile. Vanno disincentivati i vecchi metodi e la legge Biagi e quella di subfornitura ci aiuterebbero parecchio. E anche questo lo diciamo da tempo: se non è realta è perché vi è ancora la difficoltà del mercato dei contoterzisti a uscire dal ricatto che li rende deboli, non sarebbe difficile farlo se si capisse che la promessa di tempi migliori non si realizzerà in questo sistema di rapporti con i committenti». Poi l’invito alla Camera di commercio «a essere più concreta nel riprendere la strada avviata da Rinfreschi» e all’associazione degli imprenditori «di accordarsi per emarginare dai propri livelli dirigenti chi continua a danneggiare le famiglie». Il Partito Democratico. Il Pd rilancia la proposta di Brezzo (Filtea-Cgil) di un tavolo comune con tutti gli attori del tessile e gli enti di controllo. «Occorre - dichiara Alessio Beltrame, responsabile del lavoro per il Pd - un giro di vite sulla questione del rispetto delle regole. Bisogna intervenire con la responsabilità solidale sulla concorrenza tra imprese che rischia di dare il colpo di grazia a un tessile già in difficoltà e al contempo serve un forte impegno per difendere le aziende virtuose». Gli imprenditori: Lombardo, Cecchi e Vignali. «L’intervento di Pagliai - dice Vignali - è centrato rispetto alla situazione. Sono temi di cui si parla da anni e risultati non ne abbiamo avuti. E’ indubbio che l’Unione sia ingessata dalle posizioni diverse dei suoi soci. All’interno ci sono tanti imprenditori corretti ma anche altri che lo sono meno. E i terzisti purtroppo contano meno e sono costretti a soccombere a chi fa la voce più grossa». Giampiero Lombardi, titolare del lanificio Assotex, invece preferisce chiamare i lanifici-squalo con il nome di Cavalieri dell’Apocalisse. «Sono d’accordo con Pagliai - commenta - e credo che l’Unione pur non essendo la polizia dovrebbe far rispettare le regole dai suoi soci buttando fuori dall’associazione chi non lo fa». E un apprezzamento per le parole di Pagliai arrivano anche da Renato Cecchi della Santo Stefano. «Come non condividere ciò che ha detto Pagliai? Io stesso quelle cose le ho dette e ripetute più volte». I.R. DA IL TIRRENO
Notizia del: mar 23 dic, 2008

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