RIPARTITA LA PRODUZIONE ALLA PIAGGIO
La Piaggio ha riaperto i battenti dopo circa un mese di stop della produzione e adesso si tornerà a discutere di prospettive, contratto integrativo e di (eventuale) sviluppo dell’impresa. Almeno questo è quanto sperano i rappresentanti sindacali contattati ieri dall’azienda. «Siamo in attesa di un incontro intorno previsto per la metà di questo mese - ha detto Marcello Franchi della Cgil - per fare il punto della situazione, sia dal punto di vista dell’integrativo, sia per quanto riguarda le prospettive». Già, le prospettive. Ci sono voci discordanti su cosa attende la Piaggio nei prossimi mesi. Da una parte le impressioni della casa pontederese delle due ruote. Dall’altra quella degli imprenditori che, per la Piaggio, lavorano come fornitori. I sindacalisti indicano un calo di volumi e di fatturato sotto il 10% nei primi tre mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Forse, dicono, servirà altro ricorso alla cassa integrazione. Altri prevedono un calo di circa il 20%. «In effetti sono cifre un po’ discordanti fra loro - dice Angelo Mangino della Cisl - e su questo attendiamo riscontri da parte di Piaggio, perché è evidente che ci si debba guardare negli occhi e parlare chiaro. Nel nuovo anno l’indotto è ripartito con la cassa integrazione, così come aveva finito il 2008». Marcello Casati della Uil, invece, medita su un paio di situazioni: «Una reale, l’altra ventilata. La prima riguarda buona parte dei lavoratori del reparto sperimentale che verranno dirottati in altre aree della fabbrica. Il motivo non lo conosciamo, ma non è un segnale positivo. La seconda situazione, invece, riguarderebbe i lavoratori con part time verticali del montaggio che rientrerebbero in fabbrica prima di quelli addetti alle meccaniche. Da che mondo è mondo, prima si costruisce il motore e poi si assembla il veicolo. Ma se questa voce fosse vera ci sarebbe un’anomalia che non mi è tanto chiara». Sul fronte integrativo Mangino getta una preoccupazione in più sul piatto: «Bisogna chiudere l’accordo portando a casa il massimo possibile. I tempi che ci aspettano non sono certo favorevoli per una trattativa di questo tipo e credo che sarebbe bene, qualora non riuscissimo a incontrarci sul piano economico per l’intero quadriennio, firmare un accordo stralcio o ponte per il 2008 e il 2009, da verificare nel 2010. In mancanza di nuovo accordo vige quello vecchio e i 1850 euro ottenuti lo scorso anno come premio di risultato potrebbero diminuire». A.Q. DA IL TIRRENO
Notizia del: mar 13 gen, 2009

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