PRATO: CGIL, CODICE ROSSO PER IL TRIBUNALE

«PRATO, chiude il tribunale: potrebbe essere il titolo dei giornali cittadini tra qualche mese, perché questo è un serio rischio che sta correndo la nostra città». L’allarme viene dalla segreteria della funzione pubblica della Cgil ed è sorretto da dati precisi. «I tagli indiscriminati del governo — dice il sindacato —, per i quali è prevista una sola assunzione ogni dieci uscite, si sommano ad una situazione già grave di suo. Prato, pur essendo la seconda città della Toscana per numero di abitanti e pur avendo ancora decine di migliaia di attività economiche ed imprenditoriali, è sempre stata nei fatti, considerata una sede giudiziaria di secondo piano. Si pensi che, a parità di condizioni, ha il 40% in meno di personale di altre realtà analoghe per numero di residenti».
LA CGIL ricorda ad esempio che alla fine degli anni ’90 erano previsti in pianta organica solo per il tribunale 75 amministrativi, a fronte dei circa 50 addetti reali di oggi. «Negli ultimi due anni — aggiunge il sindacato — il personale è stato ridotto del 10% e con i tagli previsti dal decreto Tremonti-Brunetta il sottorganico sarà del 19%». Nel frattempo, i fascicoli e le cause aumentano, anche per colpa della crisi. Ma la situazione della procura non è certo migliore. «Ci sono solamente una ventina di addetti — denuncia la Cgil — per un ufficio che ne richiederebbe almeno il doppio. Per non parlare di alcuni servizi, di importanza vitale per il sistema giudiziario, che vengono gestiti in modo esternalizzato come l’assistenza informatica o la stenotipia, e delle poche risorse da impiegare in traduttori, consulenti tecnici, periti».
SECONDO la Cgil, «senza risposte adeguate da parte del ministero su questa autentica emergenza, il rischio del collasso oggi appare serio e, con le gravi conseguenze della crisi economica, l’orizzonte appare sotto questo profilo ancora più cupo». Il sindacato invita quindi tutta la città a farsi carico del problema. «Istituzioni, amministratori pubblici, forze politiche, operatori della giustizia, categorie economiche e cittadini, tutti dovrebbero far sentire la loro voce per salvare il sistema giudiziario a Prato»: è l’appello della Cgil.
«LA SICUREZZA — aggiunge la nota di piazza Mercatale —, visto che da molto tempo non si fa altro che parlare di questo, vuol prima di tutto significare capacità operativa della giustizia, piena funzionalità di uffici importanti per il controllo della legalità, come la procura della Repubblica, o per la certezza della pena, per quel che concerne il Tribunale. I lavoratori della giustizia, a Prato come in tutta Italia e come tutti i dipendenti pubblici — conclude la Cgil —, non si vergognano del loro lavoro, ma del modo nel quale sono costretti a farlo».

DA LA NAZIONE

Notizia del: mar 13 gen, 2009

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