CARRARA: B-NAVI: IL SINDACATO TEME I LICENZIAMENTI
B-Navi: la trattativa con il sindacato, per scongiurare la mobilità di 21 lavoratori, si fa più serrata. Ieri riunione fiume in azienda e subito un nuovo aggiornamento a metà della prossima settimana. Ma intanto torna a preoccupare il rischio dei licenziamenti: per questo il sindacato chiede la cassa integrazione a rotazione sì, ma spalmata su tutti i dipendenti dell’azienda. Non solo quelli oggetto, in prima battuta, della richiesta della procedura di mobilità. E’ durata fino a sera la riunione di ieri fra i sindacati (Francesco Bertanelli della Filt e Paolo Gozzani della Cgil, Guerrino Baldi della Fit Cisl e Rolando Bellè della Uil trasporti) e i vertici della BNavi ship Management, società che fa capo all’armatore Enrico Bogazzi e per la quale era stata avviata la procedura di mobilità. In prima battuta, ossia nel primo incontro al tavolo della trattativa avvenuta la scorsa settimana, tale ipotesi era stata scongiurata. E si erano invece cominciati a studiare ammortizzatori sociali diversi come la cassa integrazione ordinaria o straordinaria a rotazione. Ma il problema sta proprio qui: su come, o meglio su chi applicare la cassa integrazione. Il sindacato, ieri, ha chiesto che la «cassa» venga spalmata su tutti e 51 i dipendenti della B-Navi. Non solo per quei 21 lavoratori giudicati in esubero per i quali - questo è il pericolo - la cassa integrazione potrebbe diventare anticamera del licenziamento. L’azienda ha preso atto della posizione dei confederali, sottolineando però che alcuni lavoratori sarebbero «indispensabili» all’andamento dell’azienda stessa: a questi quindi non sarebbe possibile applicare la cassa integrazione. La riunione è stata aggiornata al prossimo mercoledì. Allo studio ci saranno appunto non solo le misure (la cassa integrazione è stata ormai individuata e la mobilità- per il momento scongiurata) ma l’applicazione. In gioco c’è il futuro di 21 dipendenti (in totale sono 51) della società che ha sede in viale Zaccagna. Tutti impiegati in vari settori: 6 dipendenti dell’ufficio tecnico, 3 di quello legale, 3 della contabilità, 3 dell’ufficio sicurezza, 4 dell’ufficio acquisti e 2 di quello equipaggi. Insomma quasi metà organico della B Navi che, sempre in settimana, ha avuto un’assemblea (nella pausa pranzo) a cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali per fare il punto della situazione. Vero è che la trattativa va avanti. Le difficoltà ci sono e sono il segnale di una crisi che ha investito anche un colosso che, lo ricordiamo, nel 2007 aveva fatturato oltre 18 milioni di euro, piazzandosi al quindicesimo posto nella classifica dei big del territorio. A.V. DA IL TIRRENO
Notizia del: sab 31 gen, 2009

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