SAN GIOVANNI VALDARNO: VERSO LA CASSA INTEGRAZIONE PER 100 DELLA POLYNT (EX DISTILLERIE)
I L VENTO della crisi economica spira anche in Valdarno. Ha investito già alcune piccole aziende, adesso soffia su una delle più grandi industrie della vallata, la Polynt, ossia le ex Distillerie. Si parla già di una forte quantità di dipendenti che saranno collocati in cassa integrazione: cento lavoratori, forse di più, a partire dai primi, sembra, del mese di febbraio. Cassa integrazione che si prevede a rotazione. Ma, non si conosce neppure per quanto tempo, né le modalità. Se i cassaintegrati risultassero veramente 100-150 come si paventa da voci non ufficiali, allora si tratterebbe di quasi metà della forza lavorativa dello stabilimento, perché i dipendenti ad oggi sono 241. Senza considerare i lavoratori esterni, una quantità rilevante e già in sofferenza. E così, dopo le ferie forzate di dicembre, ecco adesso la mazzata della cassa integrazione su una delle industrie, che finora appariva resistere alla crisi. Come del resto era stato anche previsto.

LA NOTIZIA non era trapelata ufficialmente, ma solo ufficiosamente. Qualche giorno fa le rappresentanze sindacali delle Rsu, la Uilcem, Filcem-Cgil e Femca-Cisl erano state a Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, alla sede generale della Polynt a parlare con i vertici dell’azienda. Per ieri era previsto un incontro anche con il direttore dello stabilimento, Angiolo Dell’Olmo. Il dirigentee ieri mattina ha avuto un lungo colloquio nell’ufficio del sindaco di San Giovanni Mauro Tarchi, ove è stato discusso della seria e preoccupante situazione. Il primo cittadino, piuttosto teso, si è detto assai preoccupato, anche perché aveva ricevuta la notizia in modo informale dai lavoratori della Polynt. Ed ecco il motivo dell’incontro con il direttore Dell’Olmo per saperne di più e con maggiore precisione. Ma di preciso, per la verità, ancora non c’è niente, tranne che la cassa integrazione si farà. E per stamattina alle 10.45 Tarchi ha convocato i sindacati delle Rsu di fabbrica ed i sindacati territoriali, per approfondire la questione, e cercare di capire, insieme, quali sono le ragioni di questa grave decisione.

«SONO sconcertato e preoccupato, per la decisione di mettere in cassa integrazione oltre cento lavoratori, con probabile fermo dei macchinari — ha affermato il sindaco — la Polynt è un importante stabilimento per la nostra città, per giunta è chimico e c’è anche la questione sicurezza».
«Occorre una risposta precisa dall’azienda ad una situazione tanto grave e occorre capire se ci sono altre strade percorribili, meno drammatiche della cassa integrazione — conclude Tarchi — ritengo la risposta assolutamente sbagliata: un percorso troppo semplicistico».
di GIORGIO GRASSI DA LA NAZIONE
Notizia del: sab 31 gen, 2009

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