PISTOIA: 300 LICENZIAMENTI A GENNAIO QUIRICONI (CGIL) SARA' ANCHE PEGGIO SENZA INTERVENTI IN TEMPI STRETTI
 A un mese dall’inizio del nuovo anno sono già 281 i lavoratori che, nella provincia, hanno perso il lavoro in seguito a licenziamenti individuali o che si sono dimessi per mancato pagamento del salario da parte dei datori di lavoro. A questi si devono aggiungere i 1.530 dipendenti licenziati in seguito alle riorganizzazioni delle loro aziende: basta fare un passo indietro di quattro mesi, insomma, e i lavoratori che hanno perso il posto salgono in tutto a 1.811. Un bilancio terribile. «Si moltiplicano i licenziamenti, le crisi aziendali e le riduzioni di orario - afferma Daniele Quiriconi, segretario generale della Cgil Pistoia - e nei prossimi mesi l’andamento continuerà ad essere in caduta se non si corre al più presto ai ripari». È un quadro molto più che preoccupante quello delineato dalla Cgil sull’occupazione a Pistoia, che mostra una pesante crisi del mondo economico e, di conseguenza, forti ripercussioni sulla dimensione sociale. Una crisi che non colpisce più soltanto le piccole e medie imprese, ma che ha già intaccato l’andamento delle grandi aziende: se nel 2007, sono entrati in mobilità 489 lavoratori, l’anno scorso sono stati ben 802, oltre il 64% in più. Il dato aumenta se si considerano i dipendenti delle piccole imprese che non hanno avuto accesso all’indennità di mobilità: nel 2008, infatti, sono stati licenziati oltre 1.500 lavoratori in più del 2007. Soltanto nel Comune di Pistoia i lavoratori licenziati rispetto al 2007 sono stati 1.024 in più (da 1.749 a 2.773). Il settore più colpito è di gran lunga quello dell’artigianato che in soli quattro mesi, ossia dal primo settembre ad oggi, ha contato 112 aziende coinvolte dai processi di riorganizzazione con conseguenti licenziamenti, riduzioni di orario, passaggi da full time a part-time. 54 sono state le aziende coinvolte in simili operazioni nel settore dei servizi e dell’agricoltura. 52 le aziende nel settore industriale: 1.602, i lavoratori che dal primo settembre hanno risentito negativamente delle riorganizzazioni interne del settore industriale andando in cassa integrazione, subendo una sospensione del lavoro, o una riduzione dell’orario. Ancora una volta tra i più colpiti il settore tessile, dell’abbigliamento e il calzaturiero, seguito da quello dell’arredamento e del legno, dal chimico e dal metalmeccanico. In crisi anche i settori dei servizi, commercio, turismo, edilizia e agricoltura che conta 672 lavoratori coinvolti nella riorganizzazione interna delle aziende. «Purtroppo - dice Quiriconi - chi si ostina a dire che la crisi non si ripercuote sull’economia reale, deve scontrarsi con l’evidenza dei fatti. Questa situazione di livello nazionale e internazionale si sta inevitabilmente ripercuotendo anche sulla realtà pistoiese che sta assistendo a un impoverimento del territorio e a un livello di difficoltà economiche che non sono più riconducibili soltanto a situazioni di marginalità sociale: adesso questi problemi colpiscono anche famiglie inserite nel tessuto sociale». Marta Quilici DA IL TIRRENO
Notizia del: dom 01 feb, 2009

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