AGLIANA (PT): RECOPLAST, NEL CURATORE FALLIMENTARE L'ULTIMA SPERANZA DEI LAVORATORI
Recoplast, ultimo atto: l’azienda per la raccolta e il riclaggio dei rifiuti di plastica, vetro e lattine ha portato i libri in tribunale, aprendo così ufficialmente le pratiche per il fallimento. «Adesso non ci resta che aspettare che venga nominato un curatore» dice alla Cgil Biagio Acierno, che ieri ha incontrato i lavoratori iscritti al sindacato. Quindi spiega: «I sindacati infatti, quando ci sarà un curatore fallimentare, potranno concordare molte cose, come la cassaintegrazione straordinaria e la possibile ripresa almeno di una parte delle attività dell’azienda, quella del multimateriale». Aspettano, dunque, i 44 lavoratori dell’azienda. L’ultimo stipendio, quello di dicembre, lo hanno ricevuto il 20 gennaio. Dopo, niente. A meno che non proceda velocemente la pratica fallimentare e qualcosa si smuova. Una fine ingloriosa. Recoplast, una delle 28 piattaforme italiane di raccolta di materiale differenziato, ha chiuso in gran parte per scelte errate di gestione. Gli impianti sono stati trascurati e servono sostanziali investimenti per recuperare quel che è rimasto. La società era formata da Coplast e Plasturopa, dalla società di servizi Tre stelle, da Labran, Alero, Franco Benedetti e dalla Dife. Rifiuti da riciclare. Per la zona nord della regione rimane praticamente attiva un’unica piattaforma dove convogliare i rifiuti urbani di plastica, vetro e alluminio differenziati. Si tratta della Revet di Pontedera, che già lamenta di avere i magazzini pieni di materiale da smaltire e un lavoro eccessivo. Piano di salvataggio. Un piano di salvataggio per la Recoplast ci sarebbe. Fa capo al Piano di programmazione interprovinciale dell’Ato unico “Toscana centro” per la gestione dei rifiuti delle tre province di Prato, Pistoia e Firenze. Si punta sul fatto che gli impianti di trattamento e trasformazione dei rifiuti, in Toscana, non bastano. Il Piano di programmazione interprovinciale deve essere completato entro il primo quadrimestre del 2009 e prevede, fra i vari punti, anche l’eventuale recupero della Recoplast. Finita la lotta. I primi a perdere il posto sono stati i 6 dipendenti della Recovered, azienda che lavorava per conto della Recoplast, trasformando la plastica amalgamata in arredi urbani, panchine per esempio. L’ultimo anello del ciclo. I dipendenti della Recoplast hanno un’età media tra i 45 e 50 anni, la peggiore per rientrare nel mercato del lavoro. E’ difficile per loro accettare di tornare a casa così, dopo tanti sacrifici fatti per tenere in piedi l’azienda nei momenti difficili. Inoltre hanno più volte spiegato quanto c’è di assurdo in questa vicenda: il lavoro c’era perché il materiale da riciclare non manca mai. E poi si sono chiesti: che fine ha fatto la cordata di ex municipalizzate che doveva formare una società per la gestione del ciclo dei rifiuti? Dentro dovevano esserci l’Asm di Prato, Publiambiente, Quadrifoglio, Cis e Aer, ma di tutti questi si è poi fatta avanti solo l’ Asm. Risultato: Publiambiente porta il materiale della raccolta differenziata di Pistoia alla Revet di Pontedera (di cui è socia) percorrendo 80 chilometri, mentre la Recoplast di Agliana è a soli 8 chilometri. Una delegazione di lavoratori era stata anche ricevuta in Provincia, davanti alla cui sede avevano anche tenuto una protesta.
DA IL TIRRENO
Notizia del: mer 04 feb, 2009

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