VIAREGGIO: LA CGIL SUL CASO FALCON "VICENDA LEGATA A PASSATO E FUTURO POLO NAUTICO"
«Le aziende artigiane, per la legge quadro del 1980, non possono essere società di capitali. È chiaro, dunque, che il nuovo capannone “Falcon” in costruzione è destinato ad una produzione che è industriale». Sullo sviluppo di questo pezzo di Darsena (su cui insistono l’area DR4 e il Piano PP1) interviene Andrea Antonioli, segretario della Camera del lavoro, che ricorda: «Sulla Dr4 insistono ben tre cantieri che fanno parte di Polo nautico: Majora, (quindi Guidetti che è vice presidente di Polo nautico; Falcon (Spreafico è ancora presidente di Polo nautico) e CBI Navi di Guidetti. Nel 2005, quando scadeva la prima proroga della cassaintegrazione Sec, per ottenere il rinnovo era necessario aver completato almeno l’80% degli interventi previsti e prevedere nuovi investimenti pari almeno al 20% di quello che era stato realizzato. E Polo nautico - ricorda Antonioli - presentò un programma di investimenti che contemplava la realizzazione dei tre cantieri nell’area DR4». Il 6 giugno 2005 venne siglato in Provincia l’accordo per la proroga della cassaintegrazione: «Allegata all’accordo - ricorda il sindacalista - c’era la scheda poi consegnata al ministero dove si legge testualmente che “è stato preso in esame di inserire nel piano generale di ristrutturazione della Polo nautico il progetto di risistemazione di nuove strutture produttive nell’ambito dell’area DR4. Per la cui realizzazione, che dovrà concretizzarsi nell’arco del prossimo anno, sono già state rilasciate dal Comune le autorizzazioni a costruire”». Erano previsti - ricorda Antonioli - «2 milioni di investimenti per la realizzazione di tre unità produttive. Nel 2007 - continua il segretario della Camera del lavoro - la Cgil denunciò all’amministrazione comunale (Marcucci) tutte le inadempienze di Polo nautico: «Impegnata a realizzare investimenti mai fatti, con un debito nei confronti della città e dello Stato a fronte del quale si pretende di mettere fine all’esperienza consortile». Per quanto riguarda l’operazione “Falcon” (nuovo capannone per poter procedere a demolizione e ricostruzione di quello sulla DR4) Antonioli spiega: «Spreafico è l’unico socio di Polo nautico a non possedere aree dentro la Polo nautico. In base al fatto di non possedere concessione nell’area consortile ha chiesto (e ottenuto) all’Agenzia del demanio di avere la concessione di un pezzo dell’area PP1». Ma c’è anche un’altra questione: «Perché i cantieri che insistono sulla DR4 non hanno a suo tempo ritirato i permessi a costruire? Perché volevano comprare le aree. E non volevano fare investimenti su un’area demaniale che prima o poi al Demanio sarebbe tornata. Così fino ad oggi hanno fatto lavorare gli operai sotto i tendoni». L’accordo con l’Agenzia del demanio consentiva di realizzare gli interventi con particolari agevolazioni - continua Antonioli - «perché prevedeva di ammortizzare l’investimento sulla DR4 scalandolo dagli oneri concessori». Dunque, per qualche tempo le concessioni non sarebbero state pagate o sarebbero costate quasi nulla. «Il problema che si pone è che tutta la DR4 va risanata. Non si può continuare a rimanere in un limbo per cui i permessi a costruire non vengono ritirati. I cantieri - conclude il segretario della Cgil - devono scegliere e il Comune deve premere affinché decidano: o si fa l’investimento o si passa la mano». Nella prospettiva anti crisi di realizzare a Viareggio un centro del refitting - è l’ipotesi di Antonioli - «può esserci quella di utilizzare tutti gli spazi disponibili in Darsena. Ma c’è un effettivo Piano industriale che preveda non solo la realizzazione del capannone sulla Pp1 ma anche quella della DR4 in tempi certi? In piena crisi non sono più rinviabili azioni di governo della stessa». Donatella Francesconi DA IL TIRRENO
Notizia del: mer 04 feb, 2009

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