BACCETTI AUTOTRASPORTI
Baccetti di autotrasporto ha sedi a Livorno, Empoli (sede centrale), La Spezia e Genova. Ha avviato dal 17 novembre la procedura di mobilità, dunque di licenziamento per 42 lavoratori (39 autisti e 3 impiegati). Di questi diciassette autisti e un impiegato lavorano a Livorno. La Baccetti ha avviato la procedura di mobilità per ristrutturazione aziendale. Per questo ieri si è tenuta l’assemblea dei lavoratori al circolo Arci Tamberri. La presenza dei dipendenti della ditta è stata massiccia: sono arrivati numerosi anche da Genova, La Spezia ed Empoli.
«Nonostante il confronto in atto — spiega Costantino Ferraro della Cgil — la Baccetti resta ferma nell’intenzione di procedere con la mobilità pur non essendoci a nostro parere i presuppostiper una riduzione di personale così massiccia». Per i sindacati «è invece possibile applicare la cassa integrazione ordinaria in questo caso per gestire al meglio l’attuale periodo di calo del lavoro che si lega alla caduta dei traffici nei porti di Livorno, Genova e La Spezia. E negli interporti di Milano, Verona, Padova e Bologna».
«Ci era stata presentata ufficiosamente la possibilità di continuare a lavorare, ma con una riduzione del salario — racconta Daniele Miniati — per evitare la mobilità. Ma abbiamo risposto di no perché dal 31 dicembre 2006 abbiamo acconsentito a rimandare fino al marzo 2009 il rinnovo del contratto integrativo per la forfettizzazione del lavoro. E questo come gesto di buona volontà verso l’azineda che ora ci ripaga così con il licenziamento. Se non ci sarà concessa la cassa integrazione come farò con il mutuo da pagare, un figlio a carico e lamoglie che ha un lavoro part-time?».
Ciro Ersi si domanda preoccupato: «Ho l’affitto da pagare, due figli e moglie e carico. Se perdo il posto che faccio? Ho sempre lavorato, come tutti i miei colleghi, con il massimo impegno per la Baccetti. Siamo andati ovunque e non abbiamo certo lesinato sulle ore». E chiede «chiarezza dalla Baccetti» perché «una ditta come questa, che fino ad ora ha anche fatto investimenti e ha mantenuto carichi di lavoro regolari nonostante abbia avviato la procedura di mobilità per 42 dipedenti, deve dare spiegazioni».
Anche Alessandro Palmieri ha due figli e moglie a carico più l’affitto da pagare. «Ora con lo spettro del licenziamento la nosta vita rischia di nno avere prospettive — dichiara — per cui lìunica strada da percorrere è quella della cassa integrazione ordinaria e reinternalizare attività che erano state date in gestione a soggetti terzi. per questo saremo a Roma a breve al tavolo del ministero del lavoro per tentare una mediazione con la Beccatti per indurla a cambiare idea. In caso contrario 42 lavoratori perderannoil posto».
Costantino Ferraro della Filt-Cgil provinciale, Fabio Quaretti della Filt-Cgil di La Spezie e Alberto Gila della Filt-Cgil della Liguria denunciano che «la Baccetti ha deciso di esternalizzare il trasporto merci ricorendo a vettori che praticano il contenimento dei costi anche a scapito della qualità del servizio». E denunciano che «questa prassi mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori, oggetto di sfruttamento, e degli altri utenti della strada».
di MONICA DOLCIOTTI DA LA NAZIONE
Notizia del: mar 17 feb, 2009

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