PISTOIA: ANSALDO-BREDA, IN GIOCO IL FUTURO DI 2000 PERSONE
La vicenda AnsaldoBreda diventa sempre più complicata. C’è chi lancia l’allarme il finanziamento della commessa dei treni ad alta velocità che non arriva, chi invita a mettere la sordina. Nei giorni scorsi c’è stata la lettera del sindaco Renzo Berti al ministro Matteoli e all’amministratore delegato di Trenitalia Moretti. Poi la Cgil ha invitato gli esponenti locali del centrodestra a far pressione sul governo affinché compia le scelte (leggi finanziamenti) in materia di trasporti. Dal centrodestra arrivano segnali rassicuranti e moniti: il governo è impegnato, lo stesso ministro Matteoli si occupa della faccenda ma attenzione, ha detto nei giorni scorsi il presidente provinciale di An Cipolla polemizzando con sindaco e Cgil, troppo catastrofismo causa un danno d’immagine grave ad un’azienda che lavora a livello internazionale. Ma il pericolo c’è ed è reale, al di là delle fedeltà al governo di turno che non dovrebbe far premio sull’unico dato che conta: Ansaldobreda a Pistoia dà lavoro, tra diretti e indotto a più di 2.000 persone e a livello nazionale ad oltre 4.000. Occorrono le commesse per l’alta velocità italiana che solo il Tesoro può finanziare. «Come quegli stessi dirigenti politici sanno - spiega Daniele Quiriconi, segretario provinciale della Cgil -, questa richiesta di attenzione è stata più volte sollecitata anche in forme non pubbliche, nella convinzione che la difesa di questa fabbrica, sia un obiettivo della città e del territorio e non di una parte». Basta avere la pazienza di rileggere la rassegna stampa degli ultimi cinque anni, invita Quiriconi, per accorgersi come la Cgil non abbia risparmiato critiche pubbliche a Trenitalia, ai ministri in carica del governo di centrosinistra e di centrodestra, fossero o meno espressione del territorio. «Ci permettiamo anzi di sottolineare che per anni - aggiunge il segretario -, quando i conti economici andavano a rotoli, le commesse aggiudicate erano sottocosto o scarseggiavano e l’assetto organizzativo prendeva forme insensate, siamo stati gli unici ad alzare la voce, predicando nel deserto di fronte al silenzio o, sovente, al plauso del sistema politico locale, rivolto a prescindere ad incoraggiare gli amministratori dell’azienda. I fatti ci hanno sempre, puntualmente, purtroppo, dato ragione». Quiriconi parla di ritardo e sottovalutazione da parte di tutti i governi e del sistema-paese ma anche incapacità a difendere l’industria nazionale, anche quando si tratta di asset strategici come il trasporto ferroviario con ciò che ne consegue in termini di modernizzazione, impatto ambientale, vivibilità. «È indubbio - dice Quiriconi -, che oggi il pallino sia in mano a chi è in grado di garantire le risorse finanziarie adeguate per le gare di alta velocità e cioè il ministro del Tesoro e il governo nazionale. Cipolla la può buttare in polemica col centrosinistra, ricordare l’impegno del ministro Matteoli della cui buona volontà, non ho ragione di dubitare, ma il punto resta: c’è un’azienda che ha bisogno di commesse, c’è un paese che ha un parco di materiale rotabile vergognoso, le gare annunciate non si fanno, qualcuno dice per le raccomandazioni del governo a risparmiare e prender tempo, visto la crisi. Non ho ragione neanche di dubitare di uno sforzo di An provinciale, ma siccome la competizione territoriale è forte e la partita importante, non vorrei che dalle parti di Cuneo fossero più dinamici». Il riferimento del segretario è alla fabbrica della francese Alstom ferroviaria di Savigliano, in provincia di Cuneo, anch’essa in gara per la commessa dell’alta velocità italiana. «Quello che deve essere chiaro è che se non c’è una svolta e rapidamente - avverte il segretario della Cgil -, il tema sarà quello degli ammortizzatori sociali, anch’essi ahimè costosi per le casse pubbliche e soprattutto drammatici per i risvolti sociali, ancor di più nella crisi che investe paese e territorio. È evidente che chi è maggioranza nel paese ed ha l’onere delle scelte economiche, è soggetto alla critica, bisogna rispondere con i fatti, questa è una di quelle vicende nelle quali il distinguo tra le varie forze di governo non conta nulla. Contano i fatti e su quelli, purtroppo, siamo a zero». La preoccupazione è reale, per il momento AnsaldoBreda vive con le commesse estere ma i treni dell’alta velocità per le ferrovie italiane sono strategici per il futuro di azienda e lavoratori e bisogna fare in fretta, molto in fretta. Alberto Vivarelli
DA IL TIRRENO
Notizia del: gio 19 feb, 2009

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