FIRENZE: SI PROFILA UNO SCONTRO SINDACATI ATAF SUGLI ACCORDI AZIENDALI
NUOVI SCIOPERI degli autobus proclamati da tutte le sigle sindacali? Potrebbe accadere, magari alla vigilia delle amministrative, se i vertici Ataf confermano quanto già ventilato. Ovvero, azzerare gli accordi aziendali, e in particolare l’accordo del 2006, per rivedere l’orario di lavoro, aumentare la produttività degli autisti e togliere le otto giornate di libertà ai nuovi assunti. In una parola, risparmiare un po’ di soldini sulle spalle dei lavoratori.
Decisivo, in questo senso, sarà l’incontro tra l’azienda, presieduta da Maria Capezzuoli, e tutti i sindacati firmatari del contratto nazionale – Cigl, Cisl, Uil, Ugl, Faisa-Cisal – previsto per lunedì o mercoledì prossimi. All’ordine del giorno c’è proprio la disdetta degli accordi aziendali. E lì i sindacati, divisi ormai da un bel po’ di mesi e protagonisti di giri di valzer degni di Strauss, decideranno il da farsi. La Cisl è possibilista. «L’unità sindacale – dice Gianluca Mannucci, della segreteria aziendale Fit-Cisl – è fondamentale per contrastare queste scelte inaccettabili e se l’azienda proseguirà su questa strada, non escludo la possibilità di scioperi e manifestazioni simili a quelli che si sono svolti prima degli accordi 2006 e che ebbero forte impatto sull’opinione pubblica». «Gli autisti – prosegue Mannucci – non sono il problema per l’azienda. Parliamo piuttosto delle aziende partecipate e della gestione del servizio di trasporto pubblico». Se la velocità commerciale degli autobus è in crisi, spiega infatti la Cisl, non è colpa degli autisti ma della gestione cittadina. Basti pensare al fatto che, dice il sindacato, «un chilometro orario in più di velocità commerciale vuol dire risparmiare 2 milioni di euro». «Già in passato i mille autisti – sottolinea il rappresentante della Fit-Cisl – hanno rinunciato a parte dei loro diritti e hanno aumentato la produttività. Adesso non sta a più a loro far quadrare i conti di Ataf». Inaccettabile, inoltre, per la Fit-Cisl, il fatto che a un anno dalle gare per l’affidamento del servizio di tpl, non ci sia un piano strategico. Le critiche mosse all’azienda dalla Fit-Cisl non sono, però, molto diverse da quelle della Filt-Cgil, che nei giorni scorsi aveva chiesto la riapertura del tavolo delle trattative con Gest, perché insoddisfatta dell’accordo firmato dalle altre sigle per il passaggio del personale da Ataf alla società che gestisce la tramvia. Sulla possibilità di scioperi unitari la Filt-Cgil è però più cauta. «Gli altri sindacati – polemizza Daniele Crescioli – ci hanno lasciati soli. Ed è stata una loro decisione». «Scenderemo in piazza tutti insieme solo se Cisl e Cgil chiederanno scusa e riconosceranno l’errore di aver firmato un accordo sbagliato, quello del marzo scorso», è la posizione di Americo Leoni, presidente della Faisa-Cisal. Ma l’apertura c’è. Tutte le sigle si dichiarano infatti pronte «a fare tutto il necessario per tutelare i lavoratori».
Monica Pieraccini DA LA NAZIONE
Notizia del: ven 20 feb, 2009

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