BORGO A MOZZANO (LU): RSU, ALLA ROTOPLAST [CHIUSURA CON 38 LICENZIAMENTI] IMPOSSIBILE DISCUTERE
Cresce la preoccupazione per i 38 lavoratori della Rotoplast, l’azienda di Socciglia, che resteranno disoccupati in seguito alla decisione della proprietà di chiudere la fabbrica. La Rsu, la rappresentanza sindacale unitaria, ripercorre le ultime tappe di questa vicenda che rischia di avere pesanti conseguenze per le famiglie dei lavoratori che perdono il posto. «Noi lavoratori, e le organizzazioni sindacali Filcem/Cgil e Femca/Cisl - dice la Rsu - siamo venuti a conoscenza della volontà aziendale di cessare l’attività solo al rientro della chiusura per festività natalizie in data 8 gennaio; precedentemente l’azienda aveva a più riprese rifiutato nostre richieste di incontro per conoscere e discutere la situazione aziendale. «I tentativi di collocazione sul mercato dell’azienda - prosegue la Rsu - esono stati svolti esclusivamente dall’impresa stessa o da soggetti che la rappresentano; comunque senza alcun coinvolgimento da parte dei lavoratori dipendenti o dei loro rappresentanti sia aziendali che sindacali che ne sono venuti a conoscenza solo nel corso della trattativa seguita all’apertura della procedura di cessazione attività». La rappresentanza sindacale unitaria spiega che nel corso della trattativa la delegazione dei lavoratori ha richiesto alla direzione aziendale di inoltrare la domanda per la concessione della cassa integrazione straordinaria, nella modalità prevista per le cessazioni di attività, ma «questa richiesta è stata rifiutata dall’azienda stessa; per questo motivo lo spazio della contrattazione si è ridotto alla sola gestione della cessazione dell’attività». «A noi non interessa attribuire responsabilità al mercato, alla crisi globali o alle scelte manageriali; tutte cose al di fuori delle nostre possibilità di incidere. Della situazione aziendale, come di quella internazionale non ci sentiamo assolutamente responsabili, ma siamo come lavoratori ed ex lavoratori dipendenti quelli che ne paghiamo le conseguenze maggiori: la conclusione è comunque quella che vede 38 famiglie a cui mancherà una fonte di reddito. Per questo resta il rammarico di non aver trovato nella nostra ex azienda quella sensibilità e disponibilità che, pur rispettando le scelte imprenditoriali, avrebbe potuto consentire soluzioni diverse e meno pesanti per noi lavoratori». DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 20 feb, 2009

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