Istruzione Dispersione scolastica, è emergenza nazionale

Cgil e Flc commentano il rapporto della cabina di regia istituita al ministero: "Da anni denunciamo la povertà educativa, aggravata da profondi divari territoriali. Occorre una politica pubblica per realizzare misure efficaci". Le priorità del sindacato
“Da sempre denunciamo che dispersione scolastica e povertà educativa nel nostro Paese sono un’emergenza nazionale, aggravata dai profondi divari territoriali. Emergenza per la quale occorre avviare un nuovo corso di politiche pubbliche in grado di realizzare interventi concreti e realmente efficaci, contro il prematuro abbandono del sistema educativo e per migliorare la qualità degli apprendimenti”. È quanto si legge in una nota congiunta di Cgil nazionale e Flc Cgil in merito al rapporto della cabina di regia, istituita presso il ministero, per la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa, presentato martedì scorso.
“Alla cabina di regia - sostengono Confederazione e categoria - riconosciamo il coraggio di affermare che, nonostante le esperienze diffuse in tutto il Paese e le tante risorse pubbliche investite, non sono stati ottenuti i risultati auspicati. Questo al di là del calo, registrato dal 2000 ad oggi, dei cosiddetti Early School Leavers, giovani tra i 18 e i 24 anni con la sola licenza media”.
Un dato che “registra l’esito di un percorso ‘a danno avvenuto’”, motivo per cui è necessario “far funzionare a pieno regime l’anagrafe degli studenti per poter intervenire in tempo reale grazie al monitoraggio dei segnali che conducono all’insuccesso scolastico e all’abbandono”.
Nel documento si indicano infine le priorità di intervento per Cgil e Flc. “Favorire la costituzione di presidi educativi territoriali, con investimenti ingenti sull’ampliamento del tempo scuola, soprattutto al Sud; rafforzare lo sviluppo di curricoli verticali e integrati tra i vari ordini di scuola potenziando la didattica per competenze e percorsi di apprendimento duale; valorizzare le professionalità docenti, anche contrattualmente; e - si legge in conclusione - avviare un’intensa e operativa disamina di riforma dei cicli di istruzione per rendere flessibile e con standard di qualità omogenei l’offerta educativa, finora fortemente differenziata tra territori, tra ordini di scuola e tra scuola e formazione professionale”. da rassegna.it

Notizia del: ven 12 gen, 2018

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