Giorno memoria: divelta stele che ricorda Shoah ad Arezzo. Cgil, mai dimenticare e abbassare la guardia.

Atto vandalico alla stele che ricorda la Shoah ad Arezzo. E' accaduto con ogni probabilità ieri in giornata, nella zona denominata un tempo 'campo degli ebrei' poiché ospitava il cimitero ebraico. La lapide, che ricorda l'Olocausto, è stata divelta e gettata a terra. Sono in corso indagini per risalire all'autore del gesto. La zona, dove si trova anche un ulivo, è stata altre volte oggetto di incursioni vandalistiche. (ANSA).

Cgil: "l'atto vandalico all'ex cimitero ebraico sollecita nuova attenzione ai temi della libertà e della dignità umana. L'olocausto non può essere dimenticato"
Non bisogna mai dimenticare e abbassare la guardia. L'atto vandalico all'ex cimitero ebraico conferma che c'è ancora chi vuol dimostrare non solo odio verso un popolo ma anche spregio della dignità e della libertà umana. Aver divelto la targa in prossimità del Giorno della Memoria è un chiaro segno di disprezzo nei confronti delle vittime dell'Olocausto. Un gesto inaccettabile che la Cgil condanna chiedendo che l'episodio induca istituzioni e società civile a non considerare il Giorno della Memoria una scadenza rituale ma un'occasione per riprendere e mai abbandonare riflessioni e iniziative sui temi della libertà, della democrazia, della dignità di ogni persona. Tanto più che episodi analoghi a questo di Arezzo si stanno verificando in varie parti d'Italia.

Giorno memoria: divelta stele, Rossi 'gesto vile e violento'
Un gesto vile e violento, sul quale è necessario che magistratura e forze dell'ordine facciano piena chiarezza. Così il governatore toscano Enrico Rossi e la vicepresidente della Regione Monica Barni, a nome di tutta la giunta, intervenendo in merito all'atto vandalico compiuto ad Arezzo, dove è stata divelta una stele che ricorda la Shoah. Per Rossi e Barni "si sta allungando in molte parti del paese una catena di eventi, dalle minacce alla sindaca di Empoli, allo sfregio a Milano contro una targa che ricorda un operaio deportato a Mauthausen, sino al fatto di Arezzo, che sembra volere rappresentare una studiata provocazione a pochi giorni dalla celebrazione della Giornata della Memoria". "La manifestazione di venerdì al PalaMandela manderà, con le voci dei testimoni della Shoah e la partecipazione di migliaia di studenti, una risposta forte a tutti coloro che cercano di riportare in vita fantasmi di un passato che non deve tornare. Perché - rimarcano il presidente e la vicepresidente -, non si è ormai di fronte solo a gesti anonimi e isolati, il rischio è ben più serio se si accetta che nel dibattito politico possano trovare spazio inaccettabili revisionismi o circolare parole come 'razza'. C'è una lavoro quotidiano da fare, fondato sulla conoscenza della realtà storica e sulla difesa della memoria di chi ha subito la violenza del nazifascismo. Un lavoro che la Regione Toscana tiene vivo con esperienze come il treno della Memoria e il Meeting annuale e con l'attività del suo Osservatorio sui nuovi fascismi".(ANSA).

Week end: Mostre, dalla Shoah alle donne dell'800  Roma, Venezia e la Svizzera tra gli appuntamenti in programma

(di Marzia Apice) Da Roma a Venezia, da Trieste a Massa Marittima fino alla Svizzera: sono tanti gli appuntamenti con l'arte in apertura e chiusura nel week end per raccontare la Shoah, ma anche le donne dell'800, la fotografia e la scultura contemporanee. ROMA - I temi della resistenza, dell'antifascismo e del totale rifiuto del terrorismo sono il fulcro della mostra 'Georges de Canino - La notte è scura. Collage contro il terrore 1978-1983', allestita alla Casa della Memoria e della Storia. Inaugurata il 23 gennaio, in occasione della settimana dedicata al Giorno della Memoria, l'esposizione resterà aperta fino al 28 febbraio: per il pubblico quaranta lavori su carta di grande formato, realizzati con interventi pittorici su basi cartacee assemblate attraverso collage di fotografie e documenti di riviste originali di propaganda fascista. TRIESTE - Oltre 20 disegni inediti che sono urli silenziosi per esorcizzare con l'arte l'orrore del nazismo: è la mostra 'Zoran Music. Occhi vetrificati', in programma dal 27 gennaio al 2 aprile al Civico Museo "Revoltella". Le opere vennero realizzate da Music nel 1945 mentre era imprigionato a Dachau: l'artista fissò i disegni a matita o inchiostro sui supporti più disparati, dai fogli di quaderno alle carte di riciclo ai libri. CITTA' DEL VATICANO - L'Annunciata di Palermo di Antonello da Messina, l'Annunciazione di Caravaggio, l'Angiolino musicante di Rosso Fiorentino, e poi Cristo e il Cireneo di Tiziano e il Lamento sul Cristo morto di Mantegna sono solo alcuni dei capolavori reinterpretati da Leonardo Baldini nella mostra 'Divine Creature', dal 23 gennaio al 3 marzo ai Musei Vaticani (ingresso gratuito). Le opere fotografiche sono state realizzate utilizzando come 'attori' uomini, donne, ragazzi e bambini portatori di disabilità, insieme ai loro familiari. VENEZIA - Apre il 27 gennaio la mostra 'Marino Marini. Passioni visive', allestita al Museo Peggy Guggenheim fino al 1 maggio. Proprio per contestualizzarne l'opera, accanto all'ampio corpus di lavori dello scultore pistoiese, anche una selezione di lavori di artisti come Giacomo Manzù, Henry Moore, Pablo Picasso, Auguste Rodin. MASSA MARITTIMA - Resterà aperta fino al 4 marzo con ingresso gratuito la mostra fotografica di Bart Herreman 'L'Irreale Realtà', allestita dal 20 gennaio nelle sale di Palazzo Ducale. Tra simbolismo e nonsense, nelle immagini sconnesse e connesse insieme dal fotografo belga traspare la lezione dei maestri del surrealismo, da Magritte a Dalì, da Mirò a Ernst. VICENZA - Con i suoi oltre 200 mila visitatori e dopo la grande affluenza natalizia, prosegue il successo della mostra 'Van Gogh. Tra il grano e il cielo', aperta fino all'8 aprile nella Basilica Palladiana. Attraverso 43 dipinti e 86 disegni, il percorso ricostruisce l'intera vicenda biografica del Maestro olandese. RANCATE (Cantone Ticino, Svizzera) - Le 'belle Signore' del XIX secolo sono al centro della mostra 'Divine Creature' che racconta la donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento, in chiusura il 28 gennaio alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. Le sculture e i dipinti esposti, insieme a una selezione di ventagli d'autore, sono una testimonianza dell'evoluzione dell'abbigliamento femminile, simbolo di un diverso e più consolidato ruolo della donna, protagonista al di fuori delle pareti domestiche e attentissima alla propria immagine.(ANSA).

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Notizia del: mer 24 gen, 2018

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