Braccialetto elettronico per gli operatori ecologici a Livorno, condanna Fp e Cgil Toscana. Comune, no controllo addetti

“Inaccettabile il braccialetto elettronico per gli operatori ecologici a Livorno”: nota congiunta di Dalida Angelini (segretaria Cgil Toscana) e Alice D’Ercole (segretaria Fp Cgil Toscana)

“È una misura inaccettabile che lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori”: è questo il commento della segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini e della segretaria generale Fp Cgil Toscana Alice D’Ercole in merito alla decisione di alcune ditte dell’indotto di Aamps (Livorno) di introdurre i braccialetti elettronici, in stile Amazon, per controllare il lavoro degli operatori ecologici, un braccialetto che ‘dialogherebbe’ con il cestino per controllare che venga svuotato.

Dice Angelini: “Non possiamo e non vogliamo fermare i progressi della tecnologia, ma questi devono essere uno strumento che aiuta a vivere e a lavorare meglio, invece qui mi pare che siamo di fronte ad un’altra cosa. Quella in questione è una iniziativa sbagliata, i lavoratori non sono macchine e non hanno bisogno di metodi così umilianti per svolgere bene quel lavoro che svolgono quotidianamente. Nel caso specifico, ci sono già i superiori delle aziende a controllare se il servizio è svolto o meno, oltre che molti mezzi muniti di Gps. Ci sembra assolutamente inadeguato andare oltre queste misure, più che sufficienti. Più in generale, siamo di fronte ad un altro passo verso la disumanizzazione del lavoro e la mancanza di rispetto di chi lavora: basta, va fermata questa deriva”.

Aggiunge D’Ercole: “Come sindacato ci siamo già presi la responsabilità di costruire un contratto di lavoro che rispondesse alle esigenze aziendali e degli utenti che pagano le tasse. Non siamo disposti a cedere altro, né sul costo del lavoro né sui meccanismi di controllo. I problemi nel comparto sono altri, a partire dalla salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto a fronte di un aumento di lavoro manuale, e sarebbe bene che le aziende e le istituzioni si occupassero di questo, anziché di controlli che a poco servono e che ledono la dignità dei dipendenti. Prima di apprendere la notizia avevamo chiesto un incontro all’Anci Toscana. A questo punto diventa indispensabile farlo quanto prima. Se non dovessimo ricevere risposte, siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione di tutto il comparto a difesa e tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nell’igiene ambientale”.

così in ansa...

Braccialetti elettronici per spazzini a Livorno, è polemica Cgil, lede dignità lavoratori. Comune, non è controllo addetti
Polemica a Livorno per i braccialetti elettronici di cui sono stati dotati gli operatori ecologici, che 'certificano' lo svuotamento dei nuovi cestini con la spazzatura. A riportare la notizia è il Tirreno. La Fp Cgil nazionale oggi è insorta contro il sistema, spiegando che ricorda il caso dei braccialetti ideati da Amazon, e parlando di "misura inaccettabile che lede la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori". Il Comune di Livorno replica che "non c'è nessun controllo dei dipendenti" perché il braccialetto, dotato di tecnologia Rfid, "è privo di Gps e non monitora gli spostamenti o la produttività dei lavoratori". Il braccialetto, introdotto dall'azienda Avr che gestisce in appalto il servizio di pulizia strade per conto della municipalizzata Aamps, 'dialoga' con i 2500 nuovi cestini installati in città, che sono dotati di chip Rfid, ed emette un bip ogni volta che uno di questi viene svuotato. Per la Fp Cgil "ci sono già i superiori delle aziende a controllare se il servizio è svolto o meno, oltre che molti mezzi muniti di Gps. Ci sembra assolutamente inadeguato andare oltre queste misure, più che sufficienti". Il sindacato chiede risposte e si dice pronto "a proclamare lo stato di agitazione di tutto il comparto a difesa e tutela della dignità dei lavoratori che operano nell'igiene ambientale". Il Comune afferma che "il braccialetto è un semplice lettore, come quelli usati quando si fa la spesa al supermercato, che certifica solo lo svuotamento di un cestino. Un servizio simile è già in uso a Lucca per la raccolta porta a porta dei rifiuti. E' una tecnologia al servizio del cittadino per gestire meglio il servizio per il quale viene pagata la Tari, e non ha nulla a che fare con il modello Amazon". (ANSA).

Notizia del: ven 13 apr, 2018

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