Alla Donatello sono scattati i 28 licenziamenti annunciati. Delle spettanze arretrate neanche l'ombra

La lettera gliel'hanno consegnata a mano, con effetto immediato. Il "lavoro sporco", quello di liquidare 28 persone, lo avrebbero fatto fare agli unici due dipendenti rimasti dell`ufficio personale. A poco è servito alzare la voce, dieci giorni fa, con un presidio di protesta fuori dalla sede legale dell`azienda, in viale Montegrappa. «Nemmeno il coraggio di guardarci in faccia», lamenta un ex lavoratore della Donatello Costruzioni che ha telefonato al Tirreno, uno di quelli mandati a casa venerdì 20 aprile dall`azienda edile attiva fra
Prato, Firenze e il Mugello. E delle spettanze non ancora riscosse, nemmeno l`ombra: mancano all'appello tre mensilità che si sommano ai cinque mesi di stipendio che i lavoratori aspettano ancora dal 2013, da quando lavoravano per la Mugello Lavori poi confluita nella Donatello Costruzioni attraverso l`acquisto di un ramo d`azienda. I 28 licenziamenti sono l'amaro epilogo di una vertenza travagliata che s`è cercato di risolvere nelle ultime settimane con un tavolo di crisi a Firenze convocato dalla Regione Toscana insieme all`azienda e ai sindacati: l`ultimo incontro del 16 aprile non ha
avuto l`esito sperato (il presunto compratore romano non s`è fatto più avanti) e il giorno successivo scadeva la procedura di mobilità. E quindi è scattato il licenziamento vero e proprio con tanto di lettere consegnate a mano alle singole maestranze che, dal canto loro, potranno accedere alla Naspi (indennità di disoccupazione) come unico ammortizzatore sociale. Ancora tutto da scrivere il destino della Donatello Costruzioni che a metà febbraio ha presentato una richiesta di concordato in bianco e che, nell`ultimo periodo, viene descritta come un fantasma, una scatola semivuota: ai sindacati e ai lavoratori, infatti, risulta che all`azienda non mancassero le commesse ma che molti contratti importanti erano stati rescissi. «I licenziamenti alla Donatello sono il frutto di una inspiegabile gestione imprenditoriale che abbiamo sempre criticato - denuncia Giulia Masini della Fillea Cgil di Firenze dato che l'azienda aveva un suo portafoglio di lavori». In tanti lo chiamano "decennio horribilis", quello dell`edilizia pratese e toscana che continua a mietere vittime. Aziende che alzano bandiera bianca, aziende che cercano di restare a galla a costo di una cura dimagrante per il personale. (m. /.) da Il Tirreno
 

Notizia del: lun 23 apr, 2018

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