Un'agenzia regionale per i servizi per l'impiego: dalla giunta una proposta di legge

E' pronta a nascere l'agenzia regionale per il lavoro. Coordinerà l'attività dei centri per l'impiego, ramificati sul territorio in cinquantatré sedi diverse. Vi saranno trasferiti da fine giugno i 417 dipendenti delle Province e della Città metropolitana che in quei centri oggi lavorano, ma che da gennaio sono comunque già in prestito alla Regione (i più in ‘avvalimento', qualcuno in ‘comando'). Un centinaio di lavoratori a tempo determinato potranno essere stabilizzati se in possesso dei requisiti entro un anno. La neonata agenzia subentrerà a titolo gratuito anche nelle quote della Fil, la società in house della provincia di Prato che gestisce il centro per l'impiego del territorio laniero.
Il nuovo modello toscano dei servizi per l'impiego è tutto racchiuso all'interno della proposta di legge che la giunta regionale ha appena approvato. La firmano in due - l'assessore al lavoro Cristina Grieco e quello al personale e all'organizzazione Vittorio Bugli – e passa ora all'esame del Consiglio regionale. "Si chiamerà probabilmente Arti, agenzia regionale toscana per l'impiego - annuncia il presidente della Toscana Enrico Rossi - e costituisce un punto importantre del rinnovo dell'assetto organizzativo della Regione."
Un'agenzia per il lavoro era già prevista nel 2014. "La sua attuazione era stata sospesa in attesa del riordino delle competenze a livello nazionale e poi anche degli esiti del referendum" spiega ai giornalisti l'assessore Grieco . Ci sono voluti tre anni e due importanti accordi quadro tra Stato e Regioni. Ma quando, pochi mesi fa, il governo ha definito e stanziato risorse stabili per la copertura dei costi del personale - 22 milioni e 400 mila euro andranno alla Toscana per i suoi 417 dipendenti a tempo determinato e indeterminato – il progetto ha potuto rimettersi in moto. "Non ci saranno costi aggiuntivi per il personale" spiega ancora Grieco e chiarisce Bugli..
Aver piena potestà per organizzare i centri dell'impiego, che già da qualche tempo non si occupano più solo di incrociare domanda e offerta, è però strategicamente importante.. Svolgono infatti un ruolo fondamentale nella gestione di tutte le politiche del lavoro, quelle il cui coordinamento e programmazione spetta adesso alle Regioni. Si occupano di formazione e riqualificazione, orientano, valutano le singole competenze, definiscono profili e offrono consulenze. Non solo ai lavoratori ma anche a datori e imprese. Non in modo occasionale ma permanente. Un peso e un ruolo strategico, sottolineato dalla stessa Europa, che in futuro si vuole rafforzare e su cui, già in questa fase transitoria iniziata quando molte delle competenze provinciali due anni fa sono tornate in capo alla Regione, su cui la giunta toscana è già interven uta attraverso un processo di riorganizzazione e potenziamento.
Una gestione unica e regionale servirà a garantire omogeneità. Nel dettaglio, il modello di governance scelto prevede il mantenimento in capo alla Regione della programmazione, del monitoraggio e delle analisi delle politiche del lavoro. Rimarranno alla Regione anche la definizione degli interventi finanziati attraverso fondi comunitari, nazionali e regionali, e delle linee di indirizzo e degli obiettivi della rete regionale dei centri per l'impiego, nonché degli standard di qualità dei servizi per il lavoro. Sarà sempre la Regione che si raccorderà, al riguardo, con l'Agenzia nazionale per l'occupazione. All'Agenzia regionale per il lavoro spetterà invece la gestione della rete regionale dei centri per l'impiego e delle misure di politica attiva e dei servizi erogati a cittadini e imprese, in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni stabiliti a livello nazionale e con gli standard qualitativi regionali.

I numeri del piano integrato per l'occupazione
Trenta milioni di euro a disposizione (per il 70% destinati alle aree di crisi: complesse, non complesse e regionali), seimilasettecento domande e tre misure: indennità di partecipazione, percorsi di assistenza alla ricollocazione, incentivi all'assunzione. Ecco in sintesi il piano integrato per l'occupazione toscano, rimodulato appena il mese scorso: un mix di politiche attive e passive, destinato a chi è disoccupato da almeno dodici mesi (sei se domiciliato in un'area di crisi complessa) e non può contare su altri sostegni al reddito, disoccupati in gran parte con più di cinquanta anni, senza lavoro da tempo e con profili di ‘occupabilità' di elevato svantaggio e dunque in difficoltà nel cercare un nuovo impiego.
La Toscana è stata la prima Regione a realizzare questo tipo di interventi, complementari al reddito di inclusione, in via sperimentale; e naturalmente nella loro attivazione i centri per l'impiego svolgono un ruolo strategico, con grande capacità peraltro dimostrata dagli operatori nel gestire situazioni di emergenza. Ad oggi sono già state avviate al lavoro, in questo modo, 480 persone ed attivati un centinaio di tirocini formativi extracurriculari. In totale sono state oltre 20 mila le politiche attive dispiegate. Il programma prevede infatti consulenze specialistiche e percorsi di orientamento e formazione mirati: una somma dunque di interventi, con un media di tre o quattro azioni per ogni disoccupato.
Alla copertura delle indennità di partecipazione vengono destinati circa 20 milioni di euro, mentre circa 4 milioni e mezzo sono riservati ai percorsi di assistenza alla ricollocazione. Altri 4 milioni e mezzo sono stati stanziati per sostenere gli incentivi all'occupazione riservati alle imprese che assumono un lavoratore inserito in uno dei percorsi di ricollocazione.
L'indennità di partecipazione prevede un contributo 500 euro al mese per sei mesi ed è riconosciuta a chi svolge regolarmente le politiche attive definite nel proprio percorso di ricollocazione. Per il suo finanziamento sono stati destinati circa 20 milioni. I primi pagamenti saranno fatti a giugno e sarà Inps ad occuparsene. L'assegno di ricollocazione è un premio all'agenzia per il lavoro per il servizio di tutoraggio e assistenza alla ricerca intensiva di una nuova occupazione messi in atto e viene corrisposto solo nel caso ci sia uno sbocco positivo con reinserimento nel mondo del lavoro.
Gli incentivi all'occupazione sono invece contributi a chi assume un disoccupato che ha attivato il percorso del piano integrato per l'occupazione. L'importo varia a seconda della tipologia di contratto e della durata, da un minimo di 250 ad un massimo di ottomila euro per ciascuna assunzione. L'avviso pubblico relativo agli incentivi, con tutte le informazioni per la richiesta, è reperibile all'indirizzo www.regione.toscana.it/-/piano-integrato-per-l-occupazione.

Aferpi: Rossi,trattativa si sta protraendo oltre accettabile"La trattativa tra le due parti adesso è questione che riguarda loro, si sta protraendo e va oltre anche a mio parere ciò che è accettabile anche in termini di impatto emotivo su un paese intero, su una cittadina, su 2000 lavoratori, su altrettanti che stanno a casa o che lavorano nell'indotto, quindi siamo davvero a chiedere che si faccia e si chiuda". Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, parlando della trattativa con Jindal per l'acquisto di Aferpi. "Regione e ministero dello Sviluppo economico - ha aggiunto Rossi, in occasione di un briefing con la stampa - hanno davvero fatto di tutto e di più per confezionare un pacchetto che potesse agevolare il passaggio di mano e dare certezze allo sviluppo dell'azienda, agli investimenti per tornare a produrre acciaio".(ANSA).

Notizia del: gio 17 mag, 2018

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