Uccide ex e si suicida: il porto d'armi 7 giorni fa. L'ultimo femminicidio di una strage infinita.

 "Un ragazzo solare, generoso e senza alcun senso di squilibrio. Una tragedia immane". Così Paola Coia, presidente del Tuttocuoio, la società di Ponte a Egola (Pisa) con la quale era tesserato, descrive Federico Zini, il 25enne che prima ha ucciso l'ex Elisa Amato e poi, con la stessa arma, si è tolto la vita. Il porto d'armi gli era arrivato il 18 maggio, ha spiegato il presidente. Una settimana dopo ha ammazzato Elisa, 30 anni, commessa, che con lui non voleva tornare; sequestrata e ammazzata, l'ultimo femminicidio di una strage che appare infinita. Le foto sul profilo Fb, che lo ritraggono con gli amici, con il cane, con Elisa, rilanciano un'immagine di normalità. Il 9 maggio dedica un post a uno dei suoi compagni di squadra: "Un amico, un fratello, un compagno di tante avventure. Grazie per avermi sopportato e supportato, grazie per essermi sempre stato vicino". Poi spuntano le foto a Londra l'8 giugno 2017, abbracciato a Elena alla quale dedica frasi di canzoni. Frammenti di vita. E sotto i post, dopo che la notizia dell'omicidio e del suicidio si è diffusa, si rincorrono commenti e accuse per aver trascinato con lui anche la ragazza. A gennaio dell'anno scorso Zini aveva avviato anche un'iniziativa benefica. Un'idea nata dopo un'incidente: nel 2015 si ruppe una rotula. Si riprese e con la collaborazione di alcuni calciatori come testimonial avviò l'iniziativa di beneficienza a favore di Make a Wish. "L'ultima volta che ho visto Federico - racconta Coia - è stato giovedì. Abbiamo parlato del rinnovo del contratto sul quale eravamo d'accordo e di un'iniziativa con i bambini, che sarebbe dovuta partire il prossimo mese di giugno e per la quale lui aveva dato massima disponibilità. Inoltre, sempre in settimana, era stato a cena con alcuni compagni di squadra". Il presidente, che era a conoscenza della fine della relazione con l'ex, sottolinea che il 25enne "non aveva dato nessun segno di squilibrio". "Non si è mai isolato anzi, era l'anima del gruppo e, nonostante il fatto che venisse da un infortunio e che un altro gli era capitato durante la stagione, non ha mai mollato. Per questo motivo il mio capitano, a fine campionato, mi disse 'non possiamo non avere in squadra uno come lui'". Parla di tragedia indescrivibile mister Davide Meazzanotti che Zini lo ha allenato nel corso della passata stagione calcistica: "Tutto quello che è successo mi sembra così inverosimile". Sulla pagina Fb di Elisa Amato, piena di foto e post di lei e dei suoi cani, i suo amici la piangono. Anche loro increduli e addolorati. (ANSA).

Notizia del: sab 26 mag, 2018

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