Sanità: Toscana; cancellati dg programmazione area vasta Consiglio vara modifica nomine vertici aziende sanitarie

Addio alla figura del direttore per la programmazione di area vasta della sanità toscana: la programmazione tornerà alla direzione generale dell'assessorato regionale. E' la principale novità di una legge di modifica della procedura di nomina delle figure apicali delle aziende sanitarie e negli organismi sanitari regionali, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio toscano con l'astensione dei gruppi di opposizione. La legge, come ha spiegato in aula il presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (Pd), adegua le procedure di nomina alla normativa nazionale. Viene inoltre modificata la composizione delle commissioni di gara di Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) e viene reintrodotto il parere dei sindaci per la nomina dei direttori generali. La direzione generale sarà coadiuvata da un comitato tecnico e un nucleo tecnico di supporto che si occuperà della gestione della programmazione. I comitati tecnici saranno tre, uno per ciascuna area vasta. Con queste modifiche, ha aggiunto Scaramelli, "si potrà realizzare un risparmio di 5 milioni di euro in cinque anni, risorse che possono essere destinate ad abbattere le liste di attesa". In commissione sono stati approvati 19 emendamenti del Pd, primo firmatario Scaramelli e, con voto unanime, anche un ulteriore emendamento a firma di Enrico Sostegni (Pd), con il quale viene ripristinato il confronto con la conferenza zonale dei sindaci al momento della nomina di un direttore. Approvata dal Consiglio anche una proposta di risoluzione collegata alla legge, presentata dal gruppo Sì-Toscana a sinistra, che impegna la Giunta a riferire in Consiglio entro l'autunno, sull'andamento della riforma della sanità.

"Non è un semplice adeguamento di legge, ma si va a incidere sulla riforma sanitaria". Così Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra) ha commentato il provvedimento nel corso del dibattito in aula. "Noi siamo stati sempre contrari a queste figure di direttore di area vasta", ha aggiunto Sarti illustrando la proposta di risoluzione presentata insieme al capogruppo Tommaso Fattori, in cui si chiede una valutazione della riforma sanitaria e una seduta del Consiglio regionale dedicata all'argomento. Per Monica Pecori (Gruppo misto Tpt), "la figura del direttore per la programmazione di area vasta era inutile fin dall'inizio, e lo abbiamo visto sul campo. Mi incuriosisce che la scoperta dell'inutilità di questa figura abbia coinciso con la nomina di un nuovo direttore della direzione generale". Il portavoce dell'opposizione Jacopo Alberti (Lega nord), ha detto di "non condividere il blitz avvenuto in commissione sanità, in cui di fatto con un maxiemendamento di 19 articoli si è proceduto a varare una mini riforma sanitaria". Andrea Quartini (M5s) si è detto favorevole all'abrogazione del direttore della programmazione, ma ha espresso perplessità su modalità di scelta delle figure apicali "che non sottrae la scelta alla politica, visto che si parla di selezione e non di concorso pubblico". Per Serena Spinelli (capogruppo Mdp) "la programmazione declinata sul territorio in termini di area vasta non ha funzionato", ma per rivedere la legge è necessario puntare "a un territorio che si connetta con la rete ospedaliera, senza sovrapposizioni". Favorevole Enrico Sostegni (Pd), che ha sottolineato il fatto che un confronto a tutto campo sulla riforma sanitaria viene rimandato a dopo l'estate, e ha ribadito il ruolo dell'assessorato come "luogo naturale dove fare programmazione". Sulla stessa linea il vicepresidente della commissione sanità, Paolo Bambagioni (Pd): "Accettiamo il confronto - ha detto -. Il prossimo autunno dedicheremo tutto il tempo necessario a un esame approfondito della sanità toscana". Per Nicola Ciolini (Pd) "la riforma non poteva rimanere cristallizzata, era necessario correggere alcuni aspetti e fare delle valutazioni". Quello che secondo Ciolini "non si comprende" è il tentativo di "denigrare continuamente il sistema sanitario toscano" quando nelle valutazioni di agenzie e università "la Toscana risulta sempre al primo o al secondo posto a livello nazionale".(ANSA).

Notizia del: mer 18 lug, 2018

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