Schiacciato dalle lastre di marmo, grave un operaio a Montignoso. Ieri ennesimo incidente nel lapideo

Ieri ennesimo infortunio nel mondo del lapideo, l`uomo è riuscito da solo a liberarsi dai detriti La rabbia dei sindacati: non si può continuare così, solo la fortuna ha evitato il peggio.
Nuovo incidente sul lavoro. E ancora una volta in una ditta che lavora il marmo. Un operaio di 59 anni, nato a Montignoso ma residente a Massa in viale della Repubblica , è rimasto schiacciato da alcune lastre è stato portato in codice rosso al Noa. E` grave, ma non pare in pericolo di vita. Vediamo i fatti. La telefonata al 118 è arrivata ieri alle 14,30. «Correte, un lavoratore è rimasto schiacciato sotto le lastre di marmo. Siamo alla ditta Bonotti Esportazione, sulla via Aurelia a Montignoso». 11118 ha subito inviato sul posto l’automedica di Massa e l’ambulanza della Croce Rossa, con medico a bordo. Quando infermieri e volontari sono giunti, l’uomo si era già tirato fuori, anche grazie all’aiuto dei colleghi, ed era cosciente. Ma stava molto male. Le lastre avevano schiacciato il torace e l’addome. Il 118 ha chiesto l’intervento di Pegaso ma sia il mezzo che parte dal Cinquale sia quello di Firenze erano fuori per altri interventi. Bisognava far decollare l’elisoccorso da Grosseto ma impiegava troppo tempo ad arrivare. Così il ferito è stato portato in ambulanza al Noa in codice rosso. Al pronto soccorso hanno riscontrato un grave schiacciamento toracico/addominale. Da una prima ricostruzione dei fatti, stava scaricando da un carrello alcune lastre da un blocco precedentemente fatto a «fette». Ma se la prima parte era intera e l’operazione è andata bene, all’interno il marmo aveva forse un difetto e le lastre erano rotte. E gli sono cadute addosso. Malgrado il dolore, l’operaio non ha perso i sensi. Immediate le reazioni dei sindacati. «Bisogna andare avanti sulla formazione. Ma non a colpi di spot. Serve una formazione continua - dice Giacomo Bondielli, Filca Cisl - . Ci sono troppi incidenti nel marmo. Sia in cava che al piano. Questo è l’ennesimo. Il 20 c`è una riunione all’Inps e si parlerà di infortuni». Più duro Paolo Gozzani, segretario provinciale Cgil: «Ci vogliono più controlli, più formazione, ma anche più severità. Le attività dove non si lavora in sicurezza devono sapere che chiudono. Ormai il mercato vale più della vita umana e non è accettabile».
Fonte Andrea Luparia da La Nazione

Notizia del: ven 14 set, 2018

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