Cgil Cisl Uil: Morti Archivio di Stato Arezzo, altro passo verso il baratro. Istituzioni e imprese devono dare risposte

Dichiarazione dei sindacati confederali e delle federazioni di categoria funzione pubblica Cgil Cisl e Uil di Arezzo
E’ necessario agire e dare risposte concrete. Forse qualcuno si è assuefatto ai morti e gli incidenti sul lavoro, quelli eventi che provocano reazione e cordoglio per lo spazio di alcuni giorni. Noi no. Non solo non siamo assuefatti, non solo non siamo soddisfatti delle risposte che ci vengono dalle istituzioni ma siamo assolutamente determinati a confermare la vita e la sicurezza nei luoghi di lavoro quale nostro fondamentale e prioritario impegno.
Con la tragedia all’Archivio di Stato si è fatto un ulteriore passo verso il baratro. La conferma è che non sono a rischio solo i tradizionali settori manifatturieri ma anche gli altri, quelli genericamente indicati come “dietro una scrivania”. E stavolta la morte è entrata in un ufficio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire, istituzionalmente, la regolarità e la salubrità di ogni lavoro.
Come organizzazioni sindacali abbiamo incontrato, non più di quindici giorni fa, il Prefetto ribadendo per l’ennesima volta la nostra richiesta di riattivazione del tavolo sulla sicurezza nel lavoro. Confermiamo questa richiesta chiedendo che sia per i livelli istituzionali (Prefettura, Inail, Ispettorato del Lavoro, Usl) che per il sistema datoriale (non solo le associazioni di categoria ma anche enti pubblici e aziende di servizi pubblici) la difesa della salute e della vita nei luoghi di lavoro sia assunta come priorità. Non ci stiamo a che gli impegni assunti rimangano ancora un’altra volta scritti senza concreti passi successivi, i momenti di confronto devono trovare evidente applicazione nella quotidianità del lavoro privato e pubblico. Non accettiamo la sicurezza come variabile non dipendente da nulla e da nessuno, tantomeno da ragioni di profitto o di scarsità di risorse. Nessuna donna e nessun uomo deve lavorare in situazioni che possono portare alla sua morte o alla sua invalidità.
In attesa di risposte che consideriamo doverose e immediate, porgiamo le nostre condoglianze alle famiglie dei due dipendenti dell’Archivio di Stato. E le esprimiamo la vicinanza e l’affetto non solo dei sindacati ma di tutti i lavoratori che abbiamo l’onore di rappresentare.

Morti all’Archivio di Stato di Arezzo: le note di Fp Cgil Toscana e di Fp Cgil nazionale
Morti all’Archivio di Stato di Arezzo, la Fp Cgil Toscana: “Nessun settore è al riparo”
Firenze, 20-9-2018 - Morti all’Archivio di Stato di Arezzo, la Fp Cgil Toscana: “Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Si tratta di un evento terribile che non ha precedenti in Toscana. Auspichiamo che la Magistratura faccia rapidamente luce su questa vicenda e chiarisca le responsabilità. Sui rischi per la sicurezza sul lavoro nessun settore è al riparo: manutenzione delle strutture, investimenti per la sicurezza e formazione del personale devono essere una priorità, tragedie come quella di oggi sono inaccettabili”: questa la nota di Fp Cgil Toscana sui morti all’Archivio di Stato ad Arezzo.

Morti Arezzo: Rossi, intollerabile tragedia in edificio Pa. Presidente Toscana, si faccia luce al più presto
"Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie di Filippo Bagni e Piero Bruni. La magistratura svolgerà tutti gli accertamenti necessari, ma giudico grave e intollerabile che una tragedia come quella accaduta ad Arezzo sia avvenuta in un edificio della pubblica amministrazione. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità per tutti. Ancora di più quando il datore di lavoro è lo Stato". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo la morte dei due dipendenti nell'Archivio di Stato di Arezzo. "La sicurezza, che lo Stato deve garantire, a cominciare da quella dei propri lavoratori, è al centro del patto che lega cittadini e istituzioni. Chiedo - conclude il presidente Rossi - che si faccia luce il più presto possibile".(ANSA).

Morti Arezzo: cordoglio della Fp Cgil, affrontare tema sicurezza Mancati investimenti, tagli e 'leggerezza' su sicurezza incidono sui Beni culturali
“La Fp Cgil Nazionale esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà alle famiglie dei lavoratori morti sul lavoro nell’Archivio di stato di Arezzo. Quanto alle cause che hanno determinato questo gravissimo episodio e alle eventuali responsabilità aspettiamo gli accertamenti della Magistratura, ma c’è un problema di sicurezza che ormai avvolge da troppo tempo i luoghi della cultura”. È quanto si legge in una nota della Funzione Pubblica Cgil Nazionale.
Un problema di sicurezza, aggiunge la categoria della Cgil, “derivante dai mancati investimenti, dai tagli ai bilanci che hanno inciso sulle spese di manutenzione ordinaria e dalla insostenibile leggerezza con la quale si bypassano le misure di sicurezza in nome delle politiche di valorizzazione”. Come Fp Cgil, aggiunge, “abbiamo denunciato, inascoltati, gli effetti di politiche che hanno fortemente indebolito i cicli di tutela e manutenzione del nostro patrimonio culturale, non dobbiamo aspettare i morti sul lavoro perché questo tema diventi centrale nella coscienza collettiva”.
Per la Funzione Pubblica Cgil “serve da subito un piano straordinario di messa in sicurezza del patrimonio, dei lavoratori e dei cittadini che ne fruiscono e serve una riflessione profonda sugli effetti di politiche che hanno inciso in maniera negativa anche sulla percezione collettiva, inducendo a pensare che le misure di tutela e conservazione fossero un freno alla valorizzazione dei nostri luoghi della cultura. Non è così e la vicenda drammatica e profondamente triste che ha colpito i lavoratori dei Beni culturali evidenzia un declino apparentemente inarrestabile che interessa il settore degli Archivi di Stato, fondamento della memoria storica del nostro paese ma poco appetibile al mercato della valorizzazione”, conclude.

Morti Arezzo: Saccardi, assurdo perdere vita così a lavoro Il cordoglio dell'assessore regionale alla salute
"Ancora una volta dobbiamo piangere dei morti sul lavoro. Ieri un autotrasportatore che lavorava intorno a un'autocisterna a Empoli, stamani due dipendenti dell'Archivio di Stato di Arezzo. Il primo pensiero va naturalmente ai familiari, ai quali esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza". Così l'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi sulla morte dei due dipendenti dell'Archivio di Stato di Arezzo, deceduti perché intossicati per una fuga di argon. "E' davvero assurdo morire in questo modo - prosegue ancora l'assessore Saccardi - So che è stato disposto il sequestro dell'edificio e che la procura di Arezzo ha aperto un'inchiesta. Le indagini accerteranno lo svolgimento dei fatti e le eventuali responsabilità. In Toscana, tanto stiamo facendo per la sicurezza sul lavoro, ma è certo che c'è ancora tanto da lavorare per aumentare a tutti i livelli la cultura della sicurezza e mettere in atto tutte le misure perché di lavoro non si debba più morire". (ANSA).

Notizia del: gio 20 set, 2018

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