A Firenze via alla mostra sulle donne in manicomio nel regime fascista

I Fiori del Male:a Firenze in una mostra e una tavola rotonda le donne recluse nei manicomi durante il regime fascista. All’interno del festival dei diritti una mostra promossa da tante realtà associative fiorentine, insieme contro le discriminazioni
Inaugura mercoledì 17 ottobre alle 17, e sarà visibile fino al 31 dello stesso mese, presso la Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze (piazza Brunelleschi), la mostra fotodocumentaria “I Fiori del Male. Donne in manicomio nel regime fascista”, curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante, realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo e promossa da Libere Tutte, Arci Firenze, Coordinamento donne Cgil Firenze, Consorzio Metropoli, in collaborazione con Comune di Firenze e la Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze, con l’adesione di Anpi Firenze, Il Giardino dei Ciliegi, il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Firenze e della Toscana, Giuristi Democratici, Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e ass. Pantagruel.
La mostra s’inserisce nel cartellone del secondo Festival dei Diritti, promosso dal Comune di Firenze, per sensibilizzare contro la violenza sulle donne, gli stereotipi di genere e le discriminazioni. Attraverso i volti, le espressioni e gli sguardi delle donne recluse, diventa terribilmente chiaro quanto si ampliarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza durante il regime e come i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione. Tra le maglie delle Istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adattate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.
Alle immagini sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche. Il manicomio, in questo senso, è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali – di matrice positivista - che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime.
Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso così di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività, per questo la mostra ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Regione Abruzzo.
In occasione della mostra, martedì 30 ottobre alle 16, presso la Sala Comparetti dell’Università di Firenze, è prevista la tavola rotonda “Vite ai margini: dal passato al presente attraverso la Mostra I Fiori del Male”, con psichiatri, sociologi, antropologi e storici, coordinata dalla prof.ssa Monica Pacini.

Notizia del: mar 16 ott, 2018

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