Legalità:Soumahoro,braccianti sottopagati sono nuovi schiavi

I braccianti impiegati nella raccolta dei pomodori e quant'altro nel Sud Italia "lavorano in condizioni che possiamo definire di neo-schiavitù" [N.d.R.: non solo nel su d'italia, ma in tutta Italia, Toscana compresa]. Lo ha detto Aboubakar Soumahoro, italo-livoriano, responsabile nazionale immigrazione e componente del comitato nazionale di Unione sindacato di base (Usb), da tempo in prima linea per i diritti dei braccianti, oggi a Pistoia per ritirare il Premio Antonino Caponnetto per la cultura della legalità, promosso da Fondazione Un Raggio di Luce onlus di Pistoia, Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze e Centro di documentazione e di progetto Don Milani di Pistoia. "Quando ci si ritrova con una paga giornaliera che è la metà di quanto previsto dal contratto, vale a dire 25 euro anziché 54-55, e quando abbiamo lavoratori con una busta paga mensile di 100 euro, queste sono condizioni che gridano la capacità di coniugare legalità e giustizia sociale, gridano la capacità di fare nuove forme di sindacato". E riferendosi al Premio Caponnetto, per Soumahoro "bisogna valorizzare la memoria che deve essere collettiva", di personaggi come il giudice Caponnetto, "per potersi proiettare in un futuro migliore". (ANSA).

Notizia del: gio 06 dic, 2018

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