Bankitalia:cambiare Tari,colpisce famiglie più povere. Serve sistema legato a produzione rifiuti

L'attuale tassa sui rifiuti Tari sfavorisce le famiglie con redditi più bassi, non incentiva un uso più responsabile delle risorse ambientali e andrebbe così riconsiderata, cambiando i parametri di calcolo della tariffa. E' quanto emerge da uno studio della Banca d'Italia che auspica una modifica della tassazione che invece di considerare la dimensione dell'abitazione (a prescindere dal suo valore) e del nucleo familiare, valuti la produzione dei rifiuti. Una modalità che porterebbe anche a una gestione più efficiente dei rifiuti, questione centrale per l'Italia.
Nello studio, curato da Giovanna Messina, Marco Savegnago e Andrea Sechi del Servizio Struttura Economica, Divisione Economia e diritto della Banca d'Italia (ma le opinioni non riflettono necessariamente le opinioni dell'istituzione) si rileva come attraverso i dati dell'indagine sui bilanci delle famiglie italiane (SHIW) condotta dalla Banca d'Italia, la Ta.ri. "agisce di fatto come un'imposta patrimoniale, con effetti redistributivi però peculiari poiché la tassa dipende solo dalla dimensione e non dal valore dell'immobile; il prelievo non discrimina adeguatamente fra famiglie in base alla produzione di rifiuti mentre una riconfigurazione in chiave tariffaria, più aderente allo spirito della benefit taxation, porterebbe vantaggi non solo in termini di efficienza dell'assetto di finanza locale e di un utilizzo più consapevole delle risorse ambientali, ma anche sul piano di una più equa ripartizione del carico fiscale". La ricerca ricorda come con l'innovazione tecnologica "si siano sviluppati metodi sempre più accurati per misurare la quantità di rifiuti prodotti da ogni nucleo familiare" diffusi all'estero ma in Italia molto limitati. "La Ta.ri. - ricorda la ricerca - ha un ruolo rilevante nei bilanci locali. Essa fornisce un gettito di quasi 10 miliardi (di cui si può stimare che all'incirca il sessanta per cento sia prelevato sulle famiglie), corrispondente a quasi un quinto delle entrate comunali; inoltre dal 2016 rappresenta l'unica forma di prelievo sulla proprietà dell'abitazione di residenza e il suo importo può essere incrementato dagli enti (a differenza delle aliquote degli altri tributi locali, che sono bloccate)". E a parte il gettito, una gestion più efficiente dei rifiuti è "una questione di importanza centrale per l'Italia: la quota smaltita in discarica è molto elevata, anche nel confronto internazionale, il che rende il servizio particolarmente oneroso. Inoltre i risultati deludenti conseguiti nella gestione dei rifiuti, soprattutto in alcuni grandi centri urbani, hanno pesanti ricadute sulla qualità della vita percepita dai cittadini e sul valore del patrimonio immobiliare".(ANSA).

Notizia del: mer 12 dic, 2018

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