E45, attivare la Cassa Integrazione in deroga per i lavoratori colpiti dalla chiusura del Viadotto Puleto

“Il ministero e le due Regioni interessate si attivino al più presto per individuare l’area che subisce danni dalla chiusura del tratto in modo diretto e indiretto”
La chiusura della E45 sta mettendo in ginocchio un ricchissimo tessuto di piccole e medie imprese. Ciò con immediate ricadute sul piano occupazionale. Fin da questa mattina, dalle nostre categorie, ci arrivano numerose segnalazioni di imprese che sono costrette a chiudere sine die la loro attività e che stanno mettendo in ferie ‘obbligate’ gli stessi lavoratori pur di evitare licenziamenti.
Occorre fare presto. La soluzione c’è ed è a portata di norma. E’ sufficiente che il Ministero dello Sviluppo economico si attivi, come già accaduto per altri interventi di natura straordinaria, autorizzando un periodo di cassa Integrazione in deroga che “copra” tutto il periodo di chiusura del tratto stradale. Inoltre, va individuato un perimetro di area che subisce danni dalla chiusura del tratto, comprendente le aziende, che pur non essendo nella tratta chiusa, potranno subirne gli effetti negativi.
Non c’è un minuto da perdere. Dobbiamo assolutamente evitare che la chiusura dell’E45 abbia conseguenze più gravi e soprattutto più a lungo termine di quanto possiamo ipotizzare.
Così in una nota a firma congiunta Annalisa Nocentini (UIL Toscana) e Giuliano Zignani (UIL Emilia Romagna):

Viadotto E45: Regione Umbria e Provincia Perugia a Tavolo Per Figisc Confcommercio distributori carburante "ko"
Ci saranno anche la Regione Umbria e la Provincia di Perugia al Tavolo del Ministero delle Infrastrutture dedicato alla E45. Sarà esaminata in particolare la situazione del viadotto Puleto. Intanto la Figisc Confcommercio Umbria parla di "distributori di carburanti ko" per effetto della chiusura della E45. Ha quindi chiesto alla Regione di attivarsi per ottenere la cassa integrazione salari straordinaria in deroga, "necessaria per salvare almeno 100 posti di lavoro". Per l'organizzazione a essere penalizzati non sono solo i distributori più vicini al tratto sotto sequestro, quelli dell'alta Umbria "che in qualche caso hanno addirittura chiuso" ma tagli "di circa il 50% nel fatturato" vengono registrati anche in quelli vicini al capoluogo di regione, "dove a crollare non è solo la vendita della benzina ma anche di tutti i servizi accessori, a cominciare da quelli di pubblico esercizio". (ANSA).

Notizia del: lun 21 gen, 2019

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