Congresso Cgil: Furlan (Cisl), esercitare rappresentanza. Barbagallo (Uil), unità sindacato per unità Paese

“Con Susanna abbiamo condiviso molte esperienze in questi anni, a partire dall’essere state le prime due donne a guidare le grandi confederazioni sindacali italiane, lei la Cgil, io la Cisl”. Con queste parole Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, ha aperto il suo intervento di saluto al congresso della Cgil a Bari.
Un intervento incentrato soprattutto sulla necessità di “esercitare la rappresentanza”, in una fase nella quale “la stessa democrazia rappresentativa viene messa in discussione”. “Quando si hanno 12 miloni di iscritti il tema non è se qualcun altro riconosce la nostra rappresentanza – ha detto Furlan - ma se siamo in grado ogni giorno di esercitarla”. “In questi anni in cui il valore del lavoro è messo fortemente in discussione, in questa lunga terribile crisi che ha reso più povero l'occidente – ha detto ancora la segretaria Cisl - siamo chiamati tutti insieme a una grande sfida: fare del lavoro il vero filo logico su cui costruire le nostre priorità e la nostra strategia”.
E una prima occasione importante per esercitare la rappresentanza Cgil, Cisl e Uil l'avranno il prossimo 9 febbraio, con la grande manifestazione unitaria di Roma: “Quella piazza dirà con chiarezza che innanzitutto crescita e sviluppo significano futuro della dignità delle persone che rappresentiamo”. Poi, Furlan, raccogliendo gli spunti della relazione di Susanna Camusso, ha indicato la necessità di costruire altre due grandi iniziative unitarie: una sul Sud e una sull'Europa.

Barbagallo (Uil): l'unità del sindacato per l’unità del Paese
"L’unità del sindacato per l’unità sociale e politica del Paese”. E’ uno slogan caro a Carmelo Barbagallo quello che il segretario generale della Uil utilizza per il suo saluto ai lavori del XVIII Congresso nazionale della Cgil che si tiene a Bari da oggi e fino al 25 gennaio.
“Dobbiamo evitare di fare come la politica, diventare autoreferenziali. Per evitarlo dobbiamo spingere sul tema del patto federativo. Io ho una bozza ma dobbiamo scriverla insieme, crederci”, afferma il segretario della Uil rivolto a Susanna Camusso e alla segretaria della Cisl.
“Nelle nostre organizzazioni non ci sono uomini soli al comando. Però non possiamo più permetterci di impiegare tre anni per prendere una decisione unitaria su una cosa che magari durerà sei mesi. L’unità sindacale è un problema di forma e anche di sostanza, di come praticarla questa unità”, anche per dare forza, afferma Barbagallo, “alle nostre proposte a partire dalla piattaforma per la quale chiediamo un confronto con il Governo. Noi siamo per l’innovazione, perché si possa rilanciare l’economia, ma più produttività si ottiene con il benessere lavorativo e non con nuovo sfruttamento”.
Maggiori diritti e maggiore redistribuzione della ricchezza nel paese, “questo il nostro progetto di futuro. Al Governo manderemo un segnale forte il 9 febbraio con la manifestazione unitaria nazionale. E se non ci ascolterà deve sapere che il sindacato confederale ha scritto pagine di storia in questo Paese e non si tirerà indietro”.

da rassegna.it

Notizia del: mar 22 gen, 2019

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