Lavoro: sfruttava 21 connazionali, arrestato cinese a Prato Applicato per prima volta in città l'articolo sul caporala

Un imprenditore cinese di 38 anni, titolare di un laboratorio di confezioni di abiti a Prato, è stato arrestato dai carabinieri, mentre per la convivente è scattato il divieto di dimora nel comune toscano, con l'accusa di aver sfruttato 21 connazionali di cui molti senza permesso di soggiorno. Entrambi i provvedimenti sono scattati in esecuzione di misure cautelari disposte dal gip che ha contestato il 603 bis del cp, 'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro', introdotto nel 2016 nell'ambito della revisione delle norme sul caporalato, e per la prima volta applicato a Prato. In particolare al 38enne, titolare di una ditta in via Pistoiese, nel cuore della Chinatown pratese, e alla convivente sua coetanea e connazionale, contestato lo sfruttamento di manodopera in condizioni di bisogno". L'indagine è iniziata tre mesi fa dopo un controllo del dipartimento di prevenzione dell'Asl. Una donna che vive nei pressi della fabbrica di confezione di abiti ha consentito agli investigatori l'accesso per piazzare telecamere nascoste nella ditta. Per questo la donna sarebbe stata anche minacciata. Dai video risulterebbe che gli operai avrebbe lavorato fino a 16 ore al giorno con tre sole pause di dieci minuti a turno per il ristoro. Inoltre gli operai, secondo quanto spiegato dai carabinieri, avrebbero lavorato in "situazioni di sicurezza precarie e in condizioni alloggiative degradanti".(ANSA).

Filctem Cgil Prato Pistoia: Brezzo, ''Finalmente lo sfruttamento è chiamato col proprio nome''.
Apprendiamo con soddisfazione che, per la prima volta, è stato contestato lo sfruttamento lavorativo in una confezione che produceva illegalmente - dichiara Massimiliano Brezzo, segretario della Filctem di Prato e di Pistoia - Lo avevamo sollecitato più volte pur consapevoli delle difficoltà da superare per chi avrebbe dovuto farlo.
Ringraziamo Asl, Procura e Carabinieri che hanno collaborato all'operazione e hanno svolto le indagini.
Più volte abbiamo dichiarato che le leggi esistono, il problema è la loro applicazione.
Quanto provato in questa indagine, grazie alle telecamere, è da anni la condizione di sfruttamento alla quale sono sottoposti migliaia di lavoratori di ogni etnia.
Sono azioni come queste – continua Brezzo - che possono fare da deterrente per chi vuole produrre illegalmente.
Ora sarebbe interessante sapere quali sono le aziende per le quali lavorava la ditta sfruttatrice e chiedergliene conto. E aspettiamo - conclude Brezzo - che il ministro Di Maio ci convochi per far diventare ordinaria l’applicazione delle leggi.

Arresti a Prato, Rossi: "Operazione importante, orgoglioso del progetto Lavoro Sicuro"
"Un'operazione importante che ha permesso, forse per la prima volta in Italia, di applicare l'articolo 603 bis del codice penale che estende al datore di lavoro le norme sul caporalato". Questo il primo commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla notizia di una vasta operazione che nelle prime ore della mattinata ha portato all'arresto dei titolari cinesi di una ditta di confezioni, accusati del reiterato sfruttamento di 21 connazionali.
"Desidero innanzi tutto ringraziare la Procura della Repubblica di Prato, i Carabinieri e quanti hanno lavorato alle indagini. Ma un ringraziamento speciale – sottolinea il presidente – va agli operatori della Regione Toscana da anni impegnati nel progetto 'Prato Lavoro Sicuro' perché l'operazione di oggi è scaturita anche dagli accertamenti che quotidianamente svolgono sul territorio. Ed è per noi grande motivo di orgoglio".
"La Regione Toscana – conclude Rossi – mantiene il suo impegno nel contrastare lavoro nero, dormitori e caporalato, proprio per questo il piano straordinario andrà a avanti fino al 2020 e diventerà strutturale".
I numeri di "Prato Lavoro Sicuro"
Dal 2 settembre del 2014 al 31 dicembre 2018 sono state ispezionate 11.583 imprese, dando luogo a 5.484 comunicazioni di reato, a 464 sequestri e all'eliminazione di 1.723 impianti elettrici fatiscenti, 1.303 dormitori e 369 cucine abusive.
La situazione è nel tempo nettamente migliorata. Nella fase 2, iniziata il 1 aprile del 2017, le notizie di reato sono passate dal 54,8% al 34,8%, gli impianti elettrici non a norma dal 18,1 al 5,4%, i dormitori abusivi dal 11,7 al 7,6%.
Il piano proseguirà tuttavia fino 31 dicembre del 2020 e dal prossimo aprile il raggio ispettivo verrà ulteriormente esteso.





 

Notizia del: mar 22 gen, 2019

Condividi questo contenuto

Le ultime notizie

21-07-2019
In arrivo una nuova ondata di caldo, confrontabile a quella che ....
21-07-2019
La crisi del commercio non accenna a finire: dopo la debole 'ripresina' ....
21-07-2019
"Il tempo della trattativa dovrà risolversi in tempi brevi". ....
21-07-2019
Un cedimento del terreno su cui poggiano i binari ha bloccato, ....
©CGIL TOSCANA - progetto sviluppato con il CMS ISWEB« di ISWEB S.p.A. | Credits | Privacy CHI SIAMO ISCRIVITI
Italiano     English     Franšais     Deutsch     Espa˝ol     Russo