Premio "Barsene Conti", domani giovedì 21 febbraio a Firenze la Cgil e l'Anpi premiano il vincitore

La Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze e l’Anpi Sezione Di Vittorio hanno istituito il premio di laurea “Barsene Conti” per promuovere studi e ricerche sulla storia del mondo del lavoro e dei suoi conflitti, del movimento operaio, contadino e sindacale, della resistenza e della partecipazione democratica tra Ottocento e Novecento.
Grazie alla collaborazione col Dipartimento Sagas (Storia, Archeologia, geografia, Arte e Spettacolo) dell’Università degli Studi di Firenze, è stato individuato il vincitore (per lui un premio di 1000 euro lordi): cerimonia di premiazione domani giovedì 21 febbraio dalle ore 9 alle ore 11 presso il Liceo Artistico di Porta Romana (Piazzale Porta Romana, 9 – Firenze).

IL PROGRAMMA DELLA MATTINATA
Saluti:
– Laura Lozzi, Dirigente Scolastico Liceo Artistico di Porta Romana
– Paola Pisano, Segretaria Generale Flc-CGIL Firenze
Interventi degli organizzatori:
– Gianluca Lacoppola, Anpi G. Di Vittorio
– Paola Galgani, Segretaria Generale CGIL Firenze
Introduzione:
– Monica Pacini, Prof.ssa Università di Firenze
– Roberto Bianchi, Prof. Università di Firenze
Relazione:
– Giordano Lovascio, Vincitore del Premio con la tesi dal titolo: E la “seconda ondata” passò: il ‘68 degli studenti medi e la mancata riforma “globale” dell’istruzione secondaria superiore in Italia

CHI ERA BARSENE CONTI
Il 15 maggio 1896 la trecciaiola Barsene Conti, una donna piccola e minuta di Peretola in seguito soprannominana la "Baldissera" dal nome del famoso generale Antonio Baldissera, nominato nello stesso 1896 governatore dell'Eritrea, lei, prendendo in braccio il figlioletto, si distese sui binari del tranvai a Brozzi riuscendo a fermare il trasporto verso Firenze dei cappelli di paglia provenienti da altre regioni di Italia e pure dall'India e dalla Cina aggravando la crisi del settore La lavorazione della paglia aveva avuto un grande impulso nel periodo napoleonico,  ma con  con l'avvento dell'unità d'Italia era entrata in crisi.  Le vetture vennero assalite e i cappelli incendiati. Barsene issò una bandiera tricolore e con due compagne percorse le strade incitando le trecciaiole alla rivolta. Lo sciopero e i disordini durarono circa un mese e si allargarono su un vasto territorio che si può delimitare alle località di Prato, Fiesole, Impruneta, Carmignano, Poggio a Caiano. Allo sciopero si unirono le impagliatrici di fiaschi ad Empoli e le tabaccaie di Firenze. È questo il primo sciopero in Toscana di rivendicazione salariale del lavoro femminile.

Notizia del: mer 20 feb, 2019

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