Clima: in 3mila a Firenze, 'occupato' viale. 'Se ci rubate il futuro noi blocchiamo la città'

Allo slogan 'Se ci rubate il futuro noi blocchiamo la città', alcune migliaia di giovani e giovanissimi che stanno manifestando a Firenze per il secondo sciopero mondiale contro i cambiamenti climatici indetto dal movimento Fridays for future, si sono seduti per protesta in mezzo al viale all'altezza di Porta a Prato e della stazione Leopolda, bloccando completamente il traffico. In circa 3mila, secondo le stime delle forze dell'ordine, si sono riuniti questa mattina in piazza Santa Maria Novella per chiedere alla politica azioni concrete contro il cambiamento climatico. Il corteo si è poi diretto verso il parco delle Cascine dove la manifestazione si concluderà ma all'altezza della stazione Leopolda è stata improvvisata l'ulteriore protesta. I manifestanti si sono da poco rialzati e hanno ripreso il percorso ma il traffico è ancora bloccato in attesa che il corteo defluisca. Molti i cartelli esposti dagli studenti con slogan come 'stop emissioni o dimissioni', 'non c'è un pianeta B', 'life in plastic is not fantastic'.

Clima. L’inarrestabile messaggio di Greta Thunberg
Per il quarantesimo venerdì di protesta mondiale – il secondo “Global strike for future” dopo quello del 15 marzo scorso – le stime parlano di oltre un milione di giovani in piazza e di 1.600 manifestazioni in 119 Paesi
Quarantesimo venerdì di protesta in tutto il mondo contro i cambiamenti climatici. Le stime parlano di oltre un milione di giovani e circa 1.600 manifestazioni in 119 Paesi di tutto il mondo. Tutto nacque grazie alla 16enne Greta Thunberg, che nell’estate dell’anno scorso manifestò davanti al Parlamento svedese per chiedere l'impegno dei politici. Da allora i Fridays for Future si sono diffusi in tutta Europa, prendendo piede pure negli Usa e in Australia, diventando un appuntamento fisso per gli studenti.
L'ultima protesta coordinata era stata quella del 15 marzo scorso, quando 1,6 milioni di giovani in tutto il mondo si ritrovarono a marciare chiedendo un impegno concreto agli adulti. Nel 2018, le emissioni globali di carbonio hanno raggiunto un livello record e lo scorso ottobre un gruppo di esperti Onu ha avvertito che per stabilizzare il clima, dovranno essere ridotte entro il 2030: questo il messaggio principale dell’iniziativa. La giovane attivista svedese su Twitter ha rilanciato le immagini che arrivano da tutta l'Asia. Brandendo cartelli e striscioni colorati che inneggiano alla climate justice, giovani e giovanissimi marciano in Giappone, India, Filippine, Corea del Sud così come Australia e Nuova Zelanda.
Confermata anche per questo secondo Global Strike l’adesione della Cgil. “Siamo nuovamente in piazza per il secondo sciopero globale per il clima, dopo quello del 15 marzo e dopo l’importante manifestazione in piazza del Popolo del 19 aprile che ha visto la partecipazione dell’attivista Greta Thunberg e l’incontro con il segretario generale della Cgil Maurizio Landini”, si legge in una nota della Cgil nazionale: “La nostra mobilitazione e il nostro impegno non si fermeranno finché i governi, a partire da quello italiano, non agiranno in modo concreto per combattere il cambiamento climatico”.
Per il sindacato, “i governi continuano a dimostrare tutta la loro inerzia, e anche quando si è presentata l’occasione di agire, come nell’ultimo Consiglio europeo di Sibiu in cui si è discusso del futuro dell’Europa, hanno scelto di bocciare l’ambizioso piano contro il cambiamento climatico presentato da otto Paesi”. La confederazione, dunque, rimarca che non c’è più tempo da perdere: "Ora è tempo di agire per la giustizia climatica: è urgente cambiare radicalmente il modello di produzione e di consumo per renderlo sostenibile dal punto di vista climatico e sociale. Investimenti, politiche fiscali, industriali ed economiche devono guardare alla decarbonizzazione, unica strada per disinnescare la potente bomba a orologeria dell’incremento della temperatura globale”. da rassegna.it

Clima: esperti, ha ottenuto più Greta che noi in 30 anni La sua azione efficace nel sensibilizzare l'opinione pubblica
"Ben venga un fenomeno come Greta Thunberg, purché se ne parli": dirlo sono alcuni tra i maggiori esperti italiani del clima e meteorologia, intervenuti al convegno dell'Ordine interregionale dei Chimici e dei Fisici in corso a Roma. Nel sensibilizzare l'opinione pubblica, rileva Antonello Pasini, ricercatore del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) e docente di Fisica del clima presso l'Università Roma Tre, "in 6 mesi Greta ha fatto quello che noi scienziati non abbiamo fatto in 30 anni. Ci sarà anche una componente dettata da conflitto intergenerazionale, ma, come lei stessa sottolinea, le sue affermazioni sono basate su evidenze scientifiche". Bastano alcuni numeri per rendersi conto del problema, dice Massimo Enrico Ferrario, presidente Associazione Meteo Professionisti (Ampro), per il quale parlano chiaro i livelli raggiunti negli ultimi anni dalle temperature e il crescente aumento della popolazione mondiale. Tutto questo, ha osservato, ha un impatto anche su migrazioni, guerre e politica. "Ben venga, quindi, una Greta Thunberg, pur che se ne parli", rileva Sergio Pisani, colonnello della Aeronautica Militare, storico volto delle rubriche meteo della Rai e segretario dell'Associazione Italiana Scienze dell'Atmosfera e Meteorologia (Aisam). "Il suo merito - aggiunge - è aver fatto capire che ognuno di noi può fare molto. La dietrologia interessa poco, il risultato è aver suscitato un onda positiva su una negatività evidente. L'importante è che se ne continui a parlare anche una volta esaurito il fenomeno mediatico". (ANSA).

Notizia del: ven 24 mag, 2019

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