Mercatone Uno: Filcams-Cgil, dichiarato fallimento. Lunedì (27.05) presidio punto vendita Calenzano

Mercatone Uno, chiude il punto vendita di Calenzano (Firenze). Protesta la Filcams Cgil. Lunedì 27 maggio presidio dei lavoratori davanti al punto vendita dalle 10
Allarme per i lavoratori della Mercatone Uno. Shernon Holding, che circa un anno fa aveva acquisito 55 punti vendita del marchio, e che circa un mese fa aveva chiesto l'ammissione al concordato preventivo, è stata infatti dichiarata fallita dal tribunale di Milano. Lavoratori e punti vendita saranno riassorbiti dall'amministrazione straordinaria.
I lavoratori questa mattina hanno trovato i punti vendita chiusi in tutta Italia: così anche al punto vendita di Calenzano (che conta circa 30 addetti), dove i lavoratori e le lavoratrici hanno messo su un presidio (foto scaricabili sul profilo facebook Cgil Firenze). “Una situazione grave e inaccettabile, su cui in tanti hanno responsabilità. I lavoratori hanno fatto negli ultimi mesi anche grossi sacrifici e sarebbe gravissimo se adesso li pagassero anche in eventuali ammortizzatori sociali: su questo ci batteremo nel dialogo con l'amministrazione Sulla vertenza ora serve un confronto col Ministero dello Sviluppo economico, vanno tutelati lavoratori e marchio. Lunedì 27 maggio davanti al punto vendita di Calenzano ci sarà un presidio di lavoratori e lavoratrici con la Filcams Cgil dalle ore 10”, dice Giovanni Vangi di Filcams Cgil.

Landini: "Trovare soluzione al fallimento e salvaguardare i posti"

''La convocazione al Mise dei sindacati, dell'azienda, dei commissari fallimentari e del curatore fallimentare di Shernon deve essere il primo passo per trovare una soluzione al fallimento della società proprietaria di Mercatone Uno e mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità''. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in una nota. ''Gli accordi - aggiunge- vanno sempre rispettati, a maggior ragione se vengono presi di fronte al governo che è garante delle promesse fatte da un'azienda, che non può permettersi di prendere in giro lavoratori né ministero''.

Mercatone Uno: sindacati,urge intervento Mise per lavoratori 'Fallimento vanifica sacrifici e getta maestranze nell'angoscia'
Con sentenza del 23 maggio, il Tribunale di Milano ha decretato il fallimento della Shernon, azienda che aveva acquisito lo scorso anno dalla ditta Mercatone in Amministrazione Straordinaria ben 55 punti vendita, con l’obbligo assuntivo di oltre 2000 lavoratori. In realtà, sino a questo momento, la stessa era subentrata solo in 47 punti vendita con l’impiego di oltre 1800 risorse umane.
Si ricorda che, la vendita dei 55 punti vendita fu proposta dall’AS, dopo una lunga trattativa con i soci di Shernon, ritenuta degna di un positivo riscontro da parte del Comitato di Vigilanza del Mise. Successivamente, e dopo una lunga e difficile trattativa, Filcams, Fisascat e Uiltucs, presso il Mise stipularono un Accordo Sindacale regolante il passaggio dei lavoratori, ben consci che, senza l’accordo, la vendita non si sarebbe perfezionata e sarebbe intervenuto il fallimento già a luglio 2018 con la conseguente perdita dei posti di lavoro e delle relative professionalità.
Già nei primi mesi dell’ingresso di Shernon, buona parte dei soci che avevano costituito la società ad hoc per l’acquisizione, sono fuoriusciti dall’assett societario, senza destare alcun allarme da parte dei commissari che erano preposti a sovrintendere le operazioni.
Col passare del tempo, la mancanza di finanziamenti e di liquidità ha fatto sì che, già negli ultimi mesi del 2018, la merce nei magazzini, e di conseguenza nei negozi, cominciasse a scarseggiare.
A marzo 2019, come denunciato dalle tre federazioni confederate, i punti vendita risultavano sprovvisti di merce e la stessa non veniva più consegnata sebbene già venduta e pagata dagli acquirenti.
Nell’incontro tenutosi a marzo fra Filcams, Fisascat, Uiltucs e l’AD di Shernon, quest’ultimo preannunciava un imminente capitalizzazione della Shernon e informava le rappresentanze sindacali in merito ad una non meglio precisata trattativa con potenziali investitori.
La ricapitalizzazione annunciata doveva esser effettuata entro la fine di marzo e presupponeva un investimento pari a circa 20 milioni di €, cifra che, da subito le organizzazioni di categoria hanno ritenuto assolutamente insufficiente a garantire la ripresa dell’azienda.
A metà aprile, senza darne informazione alcuna, nemmeno al Mise, l’azienda ha presentato istanza di Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano.
La decisione assunta il 23 maggio dal Tribunale di Milano, dimostra che le preoccupazioni delle tre sigle sindacali erano del tutto fondate e che, la situazione è molto più grave di quanto l’AD di Shernon abbia raccontato al Mise il 18 di aprile ed ai lavoratori nei vari comunicati ad essi diretti.
FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTUCS, si sono già attivate presso il Mise per avere un incontro in tempi brevi con l’Amministrazione Straordinaria di Mercatone e con il Curatore Fallimentare di Shernon. È urgente ed indispensabile l’intervento del Mise per salvaguardare i lavoratori e preservare il futuro delle loro famiglie. Dopo anni di incertezza, Shernon aveva rappresentato il lumino nel quale tutti avevano riposto le loro speranze e la propria capacità di progettare un futuro. Il fallimento sembra aver reso nulli i sacrifici e gettato le maestranze in uno stato di profonda angoscia. Serve, dichiarano i sindacati, un intervento tempestivo e garante.

Mercatone Uno: coinvolti 500 fornitori, crediti per 250 mln Associazione, 'a rischio indotto di quasi 10mila persone'
Sono oltre 500 le aziende fornitrici coinvolte dalla vicenda della Mercatone Uno, che vantano crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro. Di fronte alla sentenza di fallimento, l'Associazione Fornitori Mercatone Uno rende noto di seguire attentamente "il percorso giuridico che si evolverà, soprattutto per capire le conseguenze tra questo fallimento e il procedimento di amministrazione straordinaria del Gruppo Mercatone, al fine di tutelare i crediti dei propri associati e i livelli occupazionali". I fornitori, ha dichiarato William Beozzo Direttore dell'Associazione, "hanno sempre manifestato a tutti gli organi competenti le proprie perplessità sull'operazione con Shernon Holding. Sono stati persi altri 8 mesi e ulteriori risorse finanziarie. Ricordiamo che in gioco non ci sono solo i 1.860 dipendenti del Gruppo, a cui mandiamo tutta la nostra solidarietà, ma anche tutti i dipendenti delle nostre aziende, un indotto che coinvolge in Italia quasi 10.000 persone". (ANSA).

Mercatone Uno: davanti a negozi anche clienti con acconti.  Filcams, 'alcuni hanno già versato migliaia di euro'
 ''C'è un problema serio anche con la clientela: molta gente si è presentata stamattina nei punti vendita per ritirare merce sulla quale aveva già versato degli acconti nei giorni scorsi per migliaia di euro'' . A raccontarlo è Luca Chierici, segretario della Filcams-Cgil di Reggio Emilia. "Le persone, trovando il negozio chiuso, in alcuni casi se la prendono con i dipendenti che ovviamente non hanno alcuna responsabilità", spiega. Scene analoghe si stanno ripetendo anche negli altri punti vendita in giro per l'Italia, dal momento che fino a ieri l'attività di vendita era proseguita senza problemi.
Al momento non si sa se domani o lunedì i negozi saranno aperti, il sindacato ha provato a contattare il curatore fallimentare, ma invano.

IL PUNTO, A FINE GIORNATA, SULLA VICENDA MERCATONE UNO

Fallisce di nuovo Mercatone Uno, a rischio 1.800 posti  Dipendenti trovano negozi chiusi.'L'abbiamo saputo via Facebook'

(di Federico Del Prete) Shernon Holding, la società che gestiva 55 punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano. Per lo storico marchio della grande distribuzione si tratta dell'ennesima tappa - forse l'ultima - di un'odissea iniziata sette anni fa. Gli oltre 1.800 lavoratori lo hanno scoperto nella notte via Facebook e Whatsapp e dalla mattina sono iniziati picchetti e presidi di fronte ai negozi chiusi in tutta Italia. Solo un mese fa, Shernon Holding aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo, garantendo la tenuta dei posti di lavoro almeno fino a maggio. Ma la richiesta è stata respinta dal Tribunale, "avendo riscontrato un indebitamento complessivo maturato in soli 9 mesi di attività per oltre 90 milioni, perdite gestionali fisse di 5-6 milioni al mese, la totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori", come ha spiegato il curatore Marco Angelo Russo. Secondo Russo, "la verifica ha dato esito negativo, perché i costi da affrontare per esercitare l'attività erano irrimediabilmente e notevolmente superiori ai possibili ricavi e quindi era impossibile proseguire l'attività senza arrecare gravi pregiudizi ai creditori". "Non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell'azienda", ha rivelato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia, una delle prime organizzazioni sindacali a rendere nota la notizia. Nello stabilimento reggiano di Rubiera, come in tantissimi altri punti vendita dal Piemonte alla Puglia, sono stati organizzati sit-in di protesta: "Quando i lavoratori sono arrivati, hanno trovato le saracinesche chiuse e il divieto di accedere ai locali aziendali". Un disagio al quale si è aggiunta la protesta dei clienti: "Fino all'ultimo momento, Mercatone Uno ha venduto e incassato acconti anche di migliaia di euro", ha proseguito Chierici. "È urgente ed indispensabile l'intervento del Mise per salvaguardare i lavoratori e preservare il futuro delle loro famiglie", chiedono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Ad intervenire anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che chiede assicurazioni urgenti sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha anticipato a lunedì il tavolo previsto per il 30 maggio. Oltre alle quasi 2mila persone, il cui destino lavorativo sembra ormai appeso a un filo, il crac di Mercatone Uno si porta dietro anche un indotto di 500 aziende creditrici per circa 250 milioni non riscossi: "Si tratta di quasi 10mila persone coinvolte", ha sottolineato William Beozzo, direttore dell'Associazione che riunisce le imprese creditrici. Shernon aveva acquisito i 55 punti vendita del marchio con sede a Imola, nel Bolognese, solo nell'agosto 2018, annunciando un piano di rilancio con ricavi previsti a partire dal 2022. Il progetto, però, è naufragato nel giro di una notte, facendo piazza pulita della storia di un marchio legato a strettissimo filo anche al volto e alle imprese sportive di Marco Pantani. (ANSA).

Notizia del: sab 25 mag, 2019

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