Filctem Cgil Prato su gruppo cinesi che ha picchiato operai pachistani in sciopero

Brezzo, “È cominciato a scorrere il sangue. Dopo anni di denunce, di descrizione del sistema di produzione illegale e dello sfruttamento sul quale si basa, di indicazioni su come deve essere contrastato, ci ritroviamo alle aggressioni dei lavoratori durante le manifestazioni per rivendicare i propri diritti”.
Un fatto gravissimo è successo ieri pomeriggio in via dello Sprone a Grignano di Prato, di fronte alla Gruccia Creation, azienda che produce grucce di plastica e i cui titolari sono cinesi. Nel pomeriggio di ieri i lavoratori, pachistani, protestavano per l’eclissarsi dei titolari cinesi che avrebbero dovuto firmare un accordo su cui sembrava si fosse trovata una intesa dopo una lunga e pesante mobilitazione, con i dipendenti, pachistani, che chiedevano condizioni di lavoro e salari regolari. Lamentano, tra l’altro, 12 ore di lavoro al giorno senza riposo settimanale.
Nel corso della protesta di ieri sono stati aggrediti da un gruppo di cinesi.
Il bilancio è pesante. Sei feriti sono stati soccorsi in codice verde e portati all'ospedale di Prato. Altri due, uno in codice verde, l'altro in codice giallo per un taglio alla testa, sono andati all'ospedale di Careggi.
Su questo fatto di una gravità assoluta Massimiliano Brezzo, segretario generale della Filctem Cgil Prato ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“È cominciato a scorrere il sangue. Dopo anni di denunce, di descrizione del sistema di produzione illegale e dello sfruttamento sul quale si basa, di indicazioni su come deve essere contrastato, ci ritroviamo alle aggressioni dei lavoratori durante le manifestazioni per rivendicare i propri diritti.
La Filctem Cgil di Prato esprime tutta la propria solidarietà ai lavoratori della Gruccia Creations, aggrediti mentre rivendicavano orari e salari regolari.
A quanto si legge, a fine maggio, questi lavoratori erano stati protagonisti di una pubblica denuncia, in Piazza del Comune, delle loro condizioni di sfruttamento che, per inciso, è un reato penale. Ci chiediamo come mai, in 20 giorni, non siano state verificate le condizioni denunciate intervenendo di conseguenza. Ancora una volta, in questo territorio, il lavoratore, anche il più debole e ricattabile, non può contare sugli organi di controllo ma deve trovare da solo la strada per farsi riconoscere i propri diritti. Speriamo che tutti operino perché questo episodio sia l’ultimo, e non il primo di una pericolosissima escalation”.

Si Cobas denuncia 'operai aggrediti': Rossi, stupefatto
Sconcerto e piena fiducia nell'operato di magistratura e forze dell'ordine perché accertino i fatti e le responsabilità. Questo quanto ha voluto manifestare il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in relazione alla notizia dell'aggressione di cui sarebbero state vittime alcuni operai pakistani in sciopero, secondo quanto riferito dal sindaco Si Cobas. "Ho appreso stupefatto - spiega - di questo episodio", con una decina di lavoratori che sarebbero stati "aggrediti mentre scioperavano per la riduzione dell'orario di lavoro e altri diritti in fabbrica. Nel caso tutto questo sia confermato si tratterebbe di un fatto molto grave e di un'ulteriore conferma dell'esistenza di una catena di sfruttamento intollerabile per una regione civile come la Toscana, dove i diritti devono essere rispettati. Per quanto mi riguarda ho piena fiducia nell'opera della magistratura e delle forze dell'ordine. Sapranno fare piena luce su quanto è successo. Auspico che gli eventuali responsabili siano puniti in modo fermo ed esemplare".(ANSA).

Si Cobas 'operai aggrediti': Fratoianni, governo cosa fa? Interrogazione per sapere se forze ordine difeso manifestanti
Un'interrogazione è stata annunciata da Nicola Fratoianni di Sinistra italiana in merito a quanto denunciato da Si Cobas a Prato: una decina di operai pakistani, dipendenti di una ditta cinese, che stavano scioperando "sono stati aggrediti e picchiati durante uno sciopero ed un presidio da una squadraccia mandata dai proprietari dell'azienda. Il bilancio è stato pesante, una decina i feriti". I lavoratori, aggiunge Fratoianni, "protestavano per chiedere un contratto e il rispetto dei diritti, visto che a quanto pare dalle loro denunce lavorano 12 ore al giorno, spesso a nero e in condizioni di schiavitù". "Presenteremo un'interrogazione al governo per sapere cosa intenda fare - spiega Fratoianni -: vogliamo sapere se verranno mandati subito gli ispettori del lavoro, e vogliamo sapere in Parlamento se le forze dell'ordine presenti siano intervenute a difesa dei lavoratori che protestavano, e in caso negativo quali siano stati i motivi del non intervento di fronte al pestaggio e quali iniziative siano in corso per individuare gli aggressori". (ANSA).

Notizia del: gio 20 giu, 2019

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