Nel pomeriggio l'ultimo incontro ufficiale dei tre previsti Si parla di lavoro e welfare

Nel pomeriggio l'ultimo incontro ufficiale dei tre previsti. Dopo i primi due tavoli su fisco e Mezzogiorno, all'ordine del giorno ci sono questa volta ci sono i temi del lavoro e del welfare. Landini: "Di conti parlo con il capo dell'esecutivo"
“Governo, Conte incontra le parti sociali”. “Governo, Salvini incontra domani le parti sociali”. Due titoli di agenzia quasi identici, battuti questa mattina (5 agosto) a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, evidenziano la divisione sempre più netta tra i partiti della maggioranza mentre comincia una settimana che si annuncia cruciale per il futuro dell’esecutivo, alla prova delle sue spaccature su temi strategici come Tav e flat tax. In questo scenario ci si prepara al doppio appuntamento con sindacati e associazioni. Il primo, come si diceva, oggi pomeriggio nella sede di Palazzo Chigi con il premier Conte e il ministro Di Maio, terzo round di un confronto in cui si è già parlato di fisco e Sud negli altri due tavoli; il secondo domattina al Viminale con il capo della Lega e la sua squadra.

La posizione della Cgil è chiara. A ribadirla è stato il segretario generale Maurizio Landini in un’intervista ieri al Corriere della Sera: “Di conti parlo col capo del governo. Il Viminale elude le nostre richieste. Sarò a Palazzo Chigi perché è normale che sulla legge di Bilancio il segretario generale della Cgil, come è sempre stato, abbia come interlocutore il presidente del Consiglio e quindi tutto il governo. Quel tavolo del resto è stato attivato dopo mesi di mobilitazione unitaria da parte dei sindacati confederali e introduce una novità importante per ora di metodo perché la manovra dell'anno scorso il governo non l'aveva discussa con nessuno. Non solo con noi, ma nemmeno con il Parlamento che in pratica ha votato la fiducia senza conoscere il testo”.

Landini non andrà all’incontro di martedì convocato da Salvini, al quale comunque parteciperà una delegazione della Cgil: “Semmai – osserva – il problema è perché Salvini non è al tavolo della presidenza del Consiglio, dove c'è tutta la maggioranza. Il tavolo sulla manovra è uno, ed è quello di Palazzo Chigi. Del resto una deve essere anche la manovra. Se poi hanno intenzione di presentarne due diverse, ci avvertano per tempo perché il Paese avrebbe un problema serio. In ogni caso le fibrillazioni interne alla maggioranza non vanno scaricate su di noi, non vanno usate per strumentalizzare i sindacati”. Da rassegna.it

Notizia del: lun 05 ago, 2019

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