Lavoro: Valdarno, Abb e Bekaert, sarà un settembre complicato con il rebus governo

Le vertenze per i due stabilimenti riprenderanno dopo la pausa estiva: incognita-governo
A settembre arriveranno al pettine due nodi che tengono in apprensione centinaia di lavoratori e le rispettive famiglie. Situazioni diverse e che, tuttavia, hanno bisogno di una chiarezza totale nell`immediato. Da una parte la Bekaert, multinazionale belga che ha chiuso la fabbrica di Figline, licenziando più di 300 addetti provenienti in larga misura dal versante aretino della vallata; dall`altra l`Abb, multinazionale stavolta svizzera che ha ceduto il settore degli inverter solari di Terranuova alla Fimer di Vimercate. Ancora in mezzo al guado lo stabilimento figlinese che fu di Pirelli con i dipendenti in cassa integrazione straordinaria per cessazione fino a dicembre. Un lasso di tempo risicato per arrivare alla reindustrializzazione del sito del Valdarno fiorentino che produceva steel cord, la cordicella metallica per gli pneumatici. L’auspicio dei sindacati, Fiom in testa, che guardano con preoccupazione agli sviluppi politici di queste ore e all’eventuale caduta del governo Conte, è di non dover ripartire da zero con il tavolo di trattativa al ministero dello Sviluppo Economico per discutere in maniera approfondita di piani industriali reali di rilancio in grado di riassorbire le oltre 200 persone ora sostenute dall’ammortizzatore sociale.
Negli ultimi incontri si era prospettato l’interessamento di un’impresa bielorussa, ma solo a parole. Per il momento l’unica certezza è la nascita di un comitato di ex lavoratori intenzionati a lanciare una cooperativa per rimettere in funzione i macchinari e «sfornare» cavi in acciaio. Di altro tenore l’appuntamento del 13 settembre tra Regione, Comune, Abb e Fimer e rappresentanze sindacali.
In questo caso infatti le due realtà imprenditoriali hanno già confermato in sede istituzionale e davanti a Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore toscano Enrico Rossi, la volontà di mantenere la produzione del «solare» nello stabilimento terranuovese. Posizione accolta con favore anche da Confindustria Toscana Sud che aveva parlato di un’operazione industriale «occasione potenziale di sviluppo per il territorio e l`indotto», evidenziando come l’intesa porterà l’azienda brianzola a diventare uno dei principali produttori mondiali di inverter, mentre Abb proseguirà nelle attività di progettazione, produzione e commercializzazione dei sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Naturalmente tutto il procedimento sarà seguito passo passo da enti locali e sindacati di categoria, perché fin dai tempi di Magnetek e Power One il sito che si affaccia sul torrente Ciuffenna è stato la locomotiva trainante dell’economia valdarnese. Maria Rosa Di Termine (La Nazione Arezzo)

Notizia del: dom 18 ago, 2019

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