Vacanze in Toscana, al nero. Una casa vacanze su tre non è in regola.

I controlli della Finanza: dal B&B fantasma, al gestore di 15 case senza partita Iva. Dai bed and breakfast inesistenti per il Fisco alle case affittate regolarmente al nero.
In Toscana una casa vacanze su tre risulta essere irregolare: è il dato che emerge dai controlli della Guardia di Finanza effettuati in appena due mesi, giugno e luglio, tra località balneari e città d`arte della nostra regione. Su 59 interventi effettuati dalle Fiamme Gialle 22 sono risultati irregolari, 190 le violazioni riscontrate. Violazioni di ogni tipo: si va dalle strutture risultate non avere le autorizzazioni di inizio attività rilasciate dal Comune, a quelle che non comunicavano i nomi dei clienti alla Questura o non pagavano la tassa di soggiorno per finire alle dichiarazioni false circa i posti letto autorizzati. Livorno, Arezzo, Lucca e Firenze le città dove sono state riscontrate in questi due mesi le maggiori irregolarità ma il dato è comunque parziale: il lavoro degli investigatori non è concluso e proseguirà fino a metà settembre. Solo dopo l’estate sarà quindi possibile avere il dato definitivo sui controlli. A livello nazionale la Guardia di Finanza, sempre nei mesi di luglio e agosto, ha effettuato 404 controlli sui proprietari di seconde e terze case per gli affitti nelle località di vacanza: in 256 casi, in pratica due su tre, sono emerse 1.680 violazioni e ricavi non dichiarati per oltre un milione di euro e Iva evasa per oltre 140 mila euro. Le violazioni si sono concentrate nelle cinque regioni a più forte vocazione turistica: Toscana, Puglia, Sardegna, Emilia Romagna e Lazio. Per stanare gli evasori gli investigatori si sono affidati a un incrocio di dati, comprese le inserzioni pubblicitarie sui siti internet e l’attività di controllo direttamente sul territorio. Proprio passando al setaccio la rete web nei mesi scorsi i finanzieri di Firenze sono riusciti a scoprire che non sono mai state pagate le tasse sulle stanze regolarmente affittate sulla piattaforma Airbnb di un castello nel Chianti e sulla dependance di una villa a Fiesole. Sempre a Firenze è stato scoperto un «host» che gestiva 15 appartamenti con ricavi intorno ai 140 mila euro. Un lavoro a tutti gli effetti senza neppure la partita Iva. In Versilia, in particolare, l’attività anche quest’anno si è concentrata sulle locazioni di immobili di lusso e sugli agenti intermediari. Così la Guardia di Finanza di Lucca la scorsa estate, impegnata in centinaia di controlli fiscali tra proprietari, agenzie di mediazione e società di locazione, ha scoperto oltre 17 milioni di ricavi non dichiarati. Una verifica condotta nei confronti di un’agenzia immobiliare ha permesso di scoprire l’esistenza di una vero e proprio sistema di evasione fiscale, basato sull’occultamento sistematico della gran parte dei canoni di locazione. Antonella Mollica (Corriere Fiorentino)

Notizia del: dom 18 ago, 2019

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