Piombino Jsw: sindacati, non ci sono alibi per non investire

Sono 365 i giorni dalla firma dell’accordo di programma e il subentro di Jsw a Cevital nello stabilimento siderurgico
Sono 365 i giorni passati dalla firma dell’accordo di programma e il subentro di Jsw a Cevital nello stabilimento siderurgico piombinese. "Azione avvenuta grazie solo ad una abile regia dell’allora ministro Calenda di concerto all’azione di Fim, Fiom e Uilm". Lo affermano i sindacati dei metalmeccanici, in una nota congiunta. "Un anno - spiegano - nel quale tra alti e bassi, tra entusiasmi della ripresa delle attività di laminazione e continue frustrazioni per altrettanti rallentamenti, queste organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di supportare il progetto complessivo".
"Ma anche un anno, questo con Jindal - aggiungono le sigle -, in cui oggettivamente non sono stati fugati i dubbi o limate le incertezze che avvolgono la fabbrica, alimentando una vuota retorica di quanti vorrebbero chiudere definitivamente con la “le multinazionali” illudendo una collettività su una inverosimile nazionalizzazione, mai perseguita neppure nei casi più eclatanti o socialmente più rilevanti. Oggettivamente i ripetuti incontri svolti al Ministero dello sviluppo economico non hanno fatto chiarezza sui punti essenziali della vicenda: costruzione forni elettrici e acciaieria e Costo dell’energia. Paradossale che l’attuale titolare del ministero interessato non si sia mai degnato di presiedere un solo incontro, atteggiamento inedito e mai messo in scena da nessun governo precedente, indipendentemente dalla sua collocazione geografica".
Un atto politico, a loro avviso, che getta un'ombra sul reale interesse per questo territorio al netto dei momentanei bisogni elettorali. "Per di più assistiamo ad uno stallo da parte della stessa azienda che, certo complice l’andamento estremamente negativo del mercato, non pare abbia ancora scelto con determinazione e consapevolezza di accettare la scommessa di investire con importanti ammodernamenti e fornitura di ricambi, il che non può che contribuire a determinare una naturale paralisi del processo produttivo. Tutti segnali che se confermati farebbero venir meno il cogliere l’obiettivo principale della struttura: riacquistare un mercato che ormai ridottissimo sui treni di laminazione. Insomma un mix di circostanze che, in proiezione, porterebbero lo stabilimento alla paralisi piuttosto che alla rinascita".
Altri competitors, nonostante il profilarsi di un orizzonte recessivo, stanno investendo per garantire standard produttivi di qualità certificata nell’intera filiera produttiva e tempistica confacente alle clientele; per attrarre nuovi clienti e/o consolidare quelli esistenti, unica via per scongiurare la perdita economica, che nessun tentativo di taglio degli organici può realisticamente scongiurare. "La soluzione a questa situazione di grave incertezza è resa ancor più complicata dall’uscita di maestranze ingegneristiche importanti, responsabili di punti cruciali nel ciclo produttivo. Per questo come Fim Fiom Uilm chiediamo un rapido cambio di passo da parte del management della holding, perché non si aspetti gennaio in questa situazione ma si diano immediatamente segnali importanti per spazzare via un pessimismo che, dopo i primi facili entusiasmi, ormai avvolge tutto e tutti: lavoratori, cittadini, sindacati, Istituzioni ma soprattutto i clienti e il mercato".
Questi 130 giorni che ci separano dalla naturale scadenza dei 18 mesi necessari a Jsw per fare le valutazioni/studi/progettazione e il conseguente avvio della realizzazione dei forni elettrici e della acciaieria dovranno essere utili anche per fare quei segnali di inversione di tendenza che tutti, lavoratori, sindacati e un'intera collettività si attendono. "Siamo consapevoli - continuano le sigle - che l’attuale situazione venutasi a creare con la crisi di Governo complica notevolmente le cose ma non devono costituire un alibi per l’azienda. Questo accordo di programma voluto dal precedente governo e sottoscritto dall’attuale dovrà comunque essere onorato da chiunque guiderà il Paese Italia. Quell’accordo di programma oggi più che mai prezioso e lungimirante già definisce che il prezzo dell’energia per Jsw sarà praticato alle stesse condizioni degli stabilimenti “Energivori”, condizione questa che sarà riconosciuta a Jw una volta realizzati gli investimenti, come pare sia stato il tema vero all’incontro del 23 luglio scorso. Per cui niente alibi per nessuno. Bene la firma dell’accodo di programma regionale da parte di questa amministrazione e salutiamo con entusiasmo l’intenzione dall’amministrazione Ferrari di adottare entro fine mese la variante urbanistica per realizzare l’investimento sulla tempra delle rotaie e di conseguenza l’inizio delle demolizioni di alcuni vecchi impianti e l’inizio di alcuni importanti investimenti. Bene che nell’incontri presso il Mise con il sottosegretario Crippa sia stata riconosciuta a Jsw la futura condizione a forni elettrici realizzati, che sblocca il diritto alle agevolazioni future per l’intero comparto sull’energia"
"Adesso JSW - dunque - decida di annunciare l’avvio degli investimenti sui treni e sull'acciaieria e si dia corso alla stipula dei contratti. Piombino ha le potenzialità per tornare ad essere un importante sito siderurgico, ma questo deve essere governato e realizzato da soggetti seri che credono in “questo” e che hanno la lungimiranza e la consapevolezza della situazione in cui ci troviamo, sapendo che il territorio ha voglia e bisogno di rinascere: gli deve essere data solo la possibilità". da rassegna.it

IL COMUNICATO DEI SINDACATI

Fim Fiom Uilm Piombino: ad un anno dal passaggio da Cevital a Jsw Steel Italia dubbi non fugati e restano le incertezze.
395 sono i giorni dalla firma dell’accordo di programma è il subentro JSW a Cevital nello stabilimento siderurgico piombinese.
Azione avvenuta grazie solo ad un abile regia dell’allora Ministro Calenda di concerto all’azione delle Oo.Ss Fim Fiom Uilm.
Un anno nel quale tra alti e bassi, tra entusiasmi della ripresa delle attività di laminazione e continue frustrazioni per altrettanti rallentamenti, queste organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di supportare il progetto complessivo.
Ma anche un anno questo con Jindal, in cui oggettivamente non sono stati fugati i dubbi o limate le incertezze che avvolgono la fabbrica, alimentando una vuota retorica di quanti vorrebbero chiudere definitivamente con la “le multinazionali” illudendo una collettività su una inverosimile nazionalizzazione, mai perseguita neppure neppure nei casi più eclatanti o socialmente più rilevanti.
Oggettivamente i ripetuti incontri svolti al Ministero dello sviluppo economico non hanno fatto chiarezza sui punti essenziali della vicenda:
- Costruzione forni elettrici e Acciaieria
- Costo dell’energia.
Paradossale su questo che l’attuale titolare del Ministero interessato non si sia mai degnato di presiedere un solo incontro, (atteggiamento inedito è mai messo in scena da nessun Governo precedente, indipendentemente dalla collocazione geografica)
Un atto politico che getta un ombra sul reale l’interesse per questo territorio al netto dei momentanei bisogni elettorali.
Per di più assistiamo ad uno stallo da parte della stessa Azienda che, certo complice l’andamento estremamente negativo del mercato, non pare abbia ancora scelto con determinazione e consapevolezza di accettare la scommessa di investire con importanti ammodernamenti e fornitura di ricambi, il che non può che contribuire a determinate una naturale paralisi del processo produttivo.
Tutti segnali che se confermati farebbero venir meno il cogliere l’obiettivo principale della struttura: riacquistare un mercato che ormai ridottissimo sui treni di laminazione.
Insomma un mix di circostanze
che, in proiezione, porterebbero lo stabilimento alla paralisi piuttosto che alla rinascita.
Altri competitors, nonostante il profilarsi di un orizzonte recessivo, stanno investendo per garantire standard produttivi di qualità certificata nell’intera filiera produttiva e tempistica confacente alle clientele; per attrarre nuovi clienti e/o consolidare quelli esistenti, unica via per scongiurare la perdita economica, che nessun tentativo di taglio degli organici può realisticamente scongiurare.
La soluzione a questa situazione di grave incertezza è resa ancor più complicata dall’uscita di maestranze ingegneristiche importanti, responsabili di punti cruciali nel ciclo produttivo.
Per questo come Fim Fiom Uilm chiediamo un rapido cambio di passo da parte del Management della holding, perché non si aspetti gennaio in questa situazione ma si diano immediatamente segnali importanti per spazzare via un pessimismo che, dopo i primi facili entusiasmi, ormai avvolge tutto e tutti: lavoratori, cittadini, sindacati, Istituzioni ma soprattutto i clienti e il mercato.
Questi 130 giorni che ci separano
dalla naturale scadenza dei 18 mesi necessari a JSW per fare le valutazioni/studi/progettazione e il conseguente avvio della realizzazione dei forni elettrici e della acciaieria dovranno essere utili anche per fare quei segnali di inversione di tendenza che tutti, lavoratori, sindacati è un intera collettività di attengono.
Siamo consapevoli che l’attuale situazione venutasi a creare con la crisi di Governo complica notevolmente le cose ma non devono costituire un ALIBI per l’Azienda JSW.
Questo accordo di programma voluto dal precedente, sottoscritto dall’attuale dovrà comunque essere onorato da chiunque governo guiderà il Parse Italia.
Quell’accordo di programma oggi più che mai prezioso e lungimirante già definisce che il prezzo dell’energia per JSW sara praticato alle stesse condizioni degli Stabilimenti “Energivori”, condizione questa che sarà riconosciuta a JSW una volta realizzati gli investimenti, come pare sia stato il tema vero all’incontro del 23 u.s.
Per cui niente ALIBI per nessuno.
Bene della firma dell’AdP Regionale da parte di questa Amministrazione e salutiamo con entusiasmo l’intenzione dall’Amministrazione Ferrari di adottare entro fine mese la variante urbanistica per realizzare l’investimento sulla tempra delle rotaie e di conseguenza l’inizio delle demolizioni di alcuni vecchi impianti e l’inizio di alcuni importanti investimenti.
Bene che nell’incontri presso il Mise con il Sottosegretario Crippa sia stata riconosciuta a JSW la futura condizione a forni elettrici realizzati la condizione che sblocca il diritto alle agevolazioni future per l’intero comparto sull’energia.
Adesso JSW decida di annunciare l’avvio degli investimenti sui treni e sulla Acciaieria e si dia corso alla stipula dei contratti.
Piombino ha le potenzialità per tornare ad essere un importante sito siderurgico, ma questo deve essere governato e realizzato da soggetti seri che credono in “questo” e che hanno la lungimiranza e la consapevolezza della situazione in cui ci troviamo, sapendo che il territorio ha voglia e bisogno di rinascere...gli deve essere data solo la possibilità.
Segreterie Fim Fiom Uilm
 

Notizia del: gio 22 ago, 2019

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