Pestaggio nel carcere di San Gimignano, da Dap inchiesta su 15 agenti. Garante Toscana, è scoppiato bubbone. Il punto

L'indagine definita dal Dap "complessa e delicata", ha interessato 15 poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di San Gimignano e trae origine dalla denuncia fatta da alcuni detenuti su presunti pestaggi avvenuti all'interno del'istituto toscano. Le accuse formulate dalla Procura di Siena vanno dalle minacce alle lesioni aggravate, al falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale, alla tortura. Nell'avviare l'iter dei provvedimenti amministrativi di propria competenza, il Dap confida "in un accurato e pronto accertamento da parte della magistratura", ma al tempo stesso esprime "la massima fiducia nei confronti dell'operato e della professionalità degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che svolgono in maniera eticamente impeccabile il loro lavoro". L'indagine definita dal Dap "complessa e delicata", ha interessato 15 poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di San Gimignano e trae origine dalla denuncia fatta da alcuni detenuti su presunti pestaggi avvenuti all'interno del'istituto toscano. Le accuse formulate dalla Procura di Siena vanno dalle minacce alle lesioni aggravate, al falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale, alla tortura. Nell'avviare l'iter dei provvedimenti amministrativi di propria competenza, il Dap confida "in un accurato e pronto accertamento da parte della magistratura", ma al tempo stesso esprime "la massima fiducia nei confronti dell'operato e della professionalità degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che svolgono in maniera eticamente impeccabile il loro lavoro".(ANSA).

Pestaggio in carcere: sindaco, struttura ha troppe carenze
"Da troppo tempo la casa di reclusione è abbandonata al suo destino, senza direzione stabile e da mesi senza comandante e vice comandante del corpo di polizia penitenziaria". Lo rivela in una nota il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci che, in una nota, commenta l'inchiesta su 15 agenti penitenziari per presunti pestaggi. "Insieme alla parlamentare Susanna Cenni - spiega il sindaco - abbiamo denunciato le difficoltà di agenti e detenuti, le carenze infrastrutturali e chiesto interventi urgenti agli enti preposti. Richiesta sfociata in una esplicita lettera di misure urgenti al ministro". Situazione che "sarebbe stata risolta con il conferimento dell'incarico - aggiunge il primo cittadino - ad un commissario capo che dovrebbe entrare in servizio lunedì prossimo". "Confidiamo nella rapida verifica da parte della magistratura - conclude nella nota - e nel corretto operato e nella professionalità degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria".(ANSA).

Pestaggio in carcere: Antigone, accertare subito verità
"Nei casi di tortura l'accertamento della verità è una corsa contro il tempo. Una corsa che deve essere facilitata dalle istituzioni. Una corsa che richiede la rottura del muro del silenzio da parte di tutti gli operatori che hanno visto gli abusi e le violenze. In questo caso siamo rinfrancati dalla prontezza del lavoro della magistratura e dalla collaborazione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria". Lo sottolinea in una nota Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, commentando la vicenda dell'inchiesta della procura di Siena su un presunto pestaggio nel carcere di San Gimignano con 15 poliziotti penitenziari indagati per il reato di tortura. La stessa tempestività viene chiesta da Gonnella per "fatti analoghi" avvenuti nel carcere di Monza e denunciati nelle scorse settimane proprio da Antigone. "Anche in quel caso - dice - abbiamo assistito a un immediato intervento delle istituzioni (garante nazionale delle persone private della libertà e provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). Anche in quel caso decisive potrebbero essere le registrazioni delle telecamere nelle sezioni di isolamento. Chiediamo, dunque, che a San Gimignano come a Monza si arrivi rapidamente alla definizione del processo nell'interesse della giustizia e della legalità." "In Italia finalmente i giudici dal 2017 hanno a disposizione una legge (seppur migliorabile) che proibisce e punisce la tortura. E' stata questa una battaglia ventennale di Antigone. Siamo ai primi casi di applicazione di questa legge", fa notare ancora Gonnella.(ANSA).

Pestaggio in carcere: garante Toscana, è scoppiato bubbone. Franco Corleone, penitenziario isolato con acqua quasi imbevibile
"Era ora che scoppiasse il bubbone, da anni io e altri denunciavamo la situazione intollerabile del carcere di San Gimignano. Situazione che ha origini nella pessima decisione di costruirlo in un luogo isolato, malamente raggiungibile, con gravi problemi addirittura nella fornitura dell'acqua, quasi imbevibile, si usano dei pozzi sul posto tanto che bisogna 'viaggiare' ad acqua minerale". E' quanto afferma il Garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, riguardo alla vicenda di presunti pestaggi per cui ci sono agenti penitenziari indagati. "Si tratta di fatti che risalgono a circa un anno fa", dice Corleone, "e mi risulta che le prime indagini furono fatte dall'amministrazione penitenziaria in collaborazione con la procura, quindi non c'è stato tentativo di nascondere l'episodio, gravissimo, e questo è la dimostrazione che non ci sono zone d'ombre per cui qualcuno possa ritenere di agire impunemente". "Va messo in luce - commenta ancora - che per fortuna questi episodi quando accadono non rimangono nascosti ma arrivano all'attenzione della magistratura. Ovviamente ci sarà un processo con i suoi giudizi ma intanto il contesto emerge chiaramente". Corleone ricorda che il penitenziario ha "300 detenuti e un reparto di Alta sicurezza". "A suo tempo - prosegue - fu sbagliato realizzarlo nell'isolamento, abbandonato a se stesso, tra i boschi, con problemi di collegamento con la stessa San Gimignano figuriamoci col resto della Toscana tanto che per molti parenti, che in gran parte vengono del Sud, è difficile raggiungerlo. Un tempo ci furono anche problemi di collegamenti telefonici". Altro aspetto, sempre il Garante regionale, è che "questo carcere è sempre stato privo di una direzione costante, ci sono stati direttori 'a scavalco'. Ora ne è direttore quello del carcere di Arezzo. In queste condizioni a San Gimignano troppi hanno preso potere in maniera irresponsabile, senza rispetto per i valori costituzionali e per il reinserimento dei detenuti, non c'è stato un controllo adeguato sul da fare, quindi si è formato un luogo pieno di contraddizioni".(ANSA).

IL PUNTO

S.Gimignano,carcere isolato lasciato al suo destino Struttura moderna, ma da tempo tensioni. Imbarazzo dei residenti
Un edificio in prefabbricato rosso con un muro di cinta alto sette metri e mezzo. Si nota così il carcere di Ranza che è a soli 8 chilometri da San Gimignano, la città delle torri medievali che marca il record del milione circa di presenze all'anno. Una distanza breve ma che sembra cento volte di più, rispetto al gioiello medievale, meta di turisti da tutto il mondo. Situato in una vallata anonima circondata da boschi impervi, è poco raggiungibile, c'è solo una strada provinciale tutta curve. Così isolato, in un'area rurale meno pregevole delle altre battute dai turisti, ora il penitenziario, che ha 300 detenuti e un reparto di alta sicurezza, diventa noto per i presunti pestaggi di cui sono indagati una quindicina di agenti penitenziari. Fuori qualche auto di passaggio che non si ferma neanche per sbaglio. Ma nel capoluogo, nelle edicole, nei bar non si parla d'altro mentre tra le vie medievali, integre, scorrono i turisti. E lo si fa con sgomento, imbarazzo, tra i residenti perché il carcere di Ranza, che poi è il toponimo del sito dove sorge, è una presenza ingombrante anche se defilato rispetto al centro turistico tanto rinomato nel mondo. Tra le persone di San Gimignano c'è chi sostiene che l'episodio del pestaggio "era nell'aria" dati i vari atti di ribellione dei detenuti che hanno dato fuoco a materassi e aggredito agenti nei mesi scorsi. La Ranza fu costruito nei primi anni '90, ben nascosto alla vista. Solo un cartello stradale ne fa conoscere la presenza, che rimane ignota ai tanti che qui arrivano per una foto sotto le torri, una visita al Duomo e uno sguardo ai resti della Francigena, la via dei pellegrini da Parigi a Roma. Aperto nel 1992, il carcere è struttura moderna ma la scelta di costruirlo in luogo così isolato ha, negli anni, fortemente penalizzato sia i parenti dei detenuti che il personale che ci lavora. Nei mesi scorsi il Comune ha dovuto istituire delle navette per consentire ai parenti di raggiungere i loro congiunti per i colloqui. Un carcere con diversi problemi non ultimo quello dell'approvvigionamento idrico possibile solo con dei pozzi e un'acqua definita 'imbevibile'. "Da troppo tempo la casa di reclusione di Ranza è abbandonata al suo destino, senza direzione stabile e da mesi senza comandante e vice comandante del corpo di polizia penitenziaria", ricorda il sindaco Andrea Marrucci che ha denunciato più volte le difficoltà di agenti e detenuti. "Si tratta di fatti che risalgono a circa un anno fa", ha precisato Franco Corleone, garante regionale dei detenuti "e le prime indagini furono fatte dall'amministrazione penitenziaria in collaborazione con la procura, quindi non c'è stato tentativo di nascondere l'episodio, gravissimo. Era ora che scoppiasse il bubbone - ha osservato tuttavia - da anni io e altri denunciavamo la situazione intollerabile del carcere di San Gimignano.".(ANSA).

Notizia del: dom 22 set, 2019

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