Mafia: Direttore Dia, rischio di infiltrazioni in Toscana. Procuratore, opera attraverso l'economia

"C'è un rischio che si misura in termini di probabilità", e "noi siamo qui per cercare di sensibilizzare". Lo ha affermato Giuseppe Governale, direttore della Direzione Investigativa Antimafia, interpellato dai cronisti sull'esistenza del rischio di infiltrazioni mafiose in Toscana, a margine della firma di un protocollo d'intesa sul tema in Prefettura a Firenze. "Brescello - ha ricordato - è distante da Firenze 194 chilometri, Palermo è distante da Catania 210 chilometri: e a Brescello sappiamo cos'è successo, un'infiltrazione rilevante della 'ndrangheta che è riuscita perfino a disarticolare gli equilibri di compagini di amministrazione locale, approfittando della disattenzione".(ANSA).

Montante: direttore Dia, mafia 'trasparente' come in anni '60
"Stamattina gli organi di stampa parlavano, a proposito di una sentenza che è appena uscita, della 'mafia trasparente': la mafia oggi è trasparente, com'era prima, negli anni '60-70 in cui si diceva che la mafia non esisteva, lo si diceva a Palermo, perché era trasparente". Lo ha affermato Giuseppe Governale, direttore della Direzione investigativa antimafia, parlando della sentenza pronunciata nei confronti di Antonello Montante, a margine della firma di un protocollo contro le infiltrazioni mafiose in prefettura a Firenze. "Poi abbiamo visto - ha detto ancora - che la mafia è presente: certamente non si presenterà mai con la lupara e la coppola, oggi si presenta con professionisti che hanno abiti firmati da 2000 euro, con belle scarpe, suadenti, con un bel po' di soldi, e le aziende che sono in difficoltà subiscono questo fascino, a volte ingenuamente, a volte perché il denaro non 'profuma'".(ANSA).

Mafia: procuratore, in Toscana opera attraverso l'economia
"La strategia mafiosa in Toscana si realizza attraverso l'acquisizione di settori economici sempre più importanti: quindi i controlli negli esercizi pubblici, ma di tutto ciò che avviene sotto il profilo di acquisizione di settori dell'economia, sono molto importanti". Lo ha detto Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Firenze, a margine della firma di un protocollo d'intesa in Prefettura contro le infiltrazioni mafiose. "Questo protocollo - ha osservato - costituisce uno strumento importante ed efficace nella lotta alle infiltrazioni. Questa è la strada giusta, perché la mafia specialmente in Toscana non ricorre a manifestazioni eclatanti, omicidi, attentati, non fanno parte della strategia mafiosa"  "Dalle indagini - ha spiegato Creazzo, nel corso della cerimonia per la firma del protocollo - si constata che forze camorristiche, della 'ndrangheta e di Cosa nostra siano ben presenti in Toscana e come alcuni imprenditori, assolutamente alieni all'ambiente mafioso, si siano lasciati tentare dal fare affari con la mafia. Altre indagini hanno dimostrato come i subappalti fossero spesso ad appannaggio dei Casalesi ma non solo; altre indagini hanno dimostrato come nel settore dello smaltimento dei rifiuti fossero presenti in chiave di subappaltatori o trasportatori imprese mafiose, camorristiche in particolare". Quindi, secondo il procuratore, "c'è tanto lavoro da fare, ma l'accresciuta sensibilità e coscienza di chi conduce gli enti locali serve a combattere questi fenomeni. E' l'unica maniera per combattere le infiltrazioni, ovvero chi acquisisce importanti settori che soffocano l'economia pulita". In merito al protocollo siglato oggi, che presenta alcune novità legate ai controlli sui pubblici esercizi e su grandi concessioni edilizie, Creazzo "l'impegno ad inserire queste clausole che vincolano tutti in maniera importante ed efficace certamente darà i propri frutti".(ANSA)

Mafia: direttore Dia, ho visto 'linea della palma' a Milano
"Questa benedetta 'linea della palma', che Sciascia nel '61 descrive dicendo che è oltre Roma, io l'ho vista ratificata qualche mese fa a Milano". Lo ha affermato Giuseppe Governale, direttore della Direzione Investigativa Antimafia, citando la metafora del grande scrittore siciliano sulla penetrazione della mafia al Nord, intervenendo alla cerimonia per la firma di un protocollo contro le infiltrazioni mafiose a Firenze. Governale ha spiegato che la linea della palma è salita a Milano non tanto "perché in piazza Duomo hanno messo le palme", ma perché "il procuratore della Repubblica di Milano mi dice che nel 2018 rispetto al 2017 i ristoranti sono aperti con il +38%. Sono pieni? Sono vuoti, ma se la 'ndrangheta oggi ha 100 milioni di euro da mettere sul piatto, mette in preventivo anche di perderne 50, perché trasforma 100 milioni di euro in nero in 50 milioni di euro che può riuscire a giustificare".(ANSA).

Capitano Ultimo, revoca scorta è negare pericolosità mafia
 "Le motivazioni per la quali cercano di togliermi la scorta, che ovviamente non è un mio diritto, mi sembrano un passaggio che porta a negare la pericolosità della mafia e di Cosa Nostra e a cercare di scardinare tutti quei meccanismi che fino a oggi ci hanno consentito di vincere. Quindi questo non è un problema mio, ma dell'intera comunità". Lo ha detto il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Totò Riina, commentando l'avvio del procedimento per la revoca del servizio di tutela a lui assegnato. Ultimo è intervenuto questa mattina a Capraia e Limite (Firenze) per un incontro con gli studenti della scuola media 'Fermi'. "Dobbiamo tenere alta la guardia - ha aggiunto -: i tentativi per rendere vano e abolire il 41 bis per i mafiosi e il regime carcerario duro sono pericolosi". (ANSA).

Notizia del: gio 10 ott, 2019

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