EDITORIA: FAMMONI (CGIL), RIPRISTINARE CONTRIBUTI PUBBLICI "IN PERICOLO OCCUPAZIONE E PLURALISMO"
“La Cgil aderisce con convinzione all’iniziativa e chiede il necessario ripristino del diritto soggettivo dei giornali, quotidiani e periodici, editi in cooperativa, politici, di movimento e no profit, a godere dei contributi pubblici diretti all’editoria”. Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, in un messaggio inviato all'Assemblea straordinaria di Mediacoop in corso a Roma.
“Questo diritto alla sopravvivenza di tante testate - precisa il dirigente sindacale - è il pilastro su cui si basa il pluralismo dell’informazione e delle idee sancito dalla Costituzione italiana”. Per la Cgil è quindi “indispensabile modificare l’articolo 44 del decreto legge 112, oggi legge 133, che tagliando pesantemente le risorse finanziarie, cancella questo diritto, sulla cui importanza per la libertà di informazione si è più volte espresso il Parlamento”. Questa stessa richiesta, fa sapere Fammoni, “sarà oggi da noi indirizzata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all’informazione e all’editoria, Paolo Bonaiuti e ai capigruppo di Camera e Senato”
Il provvedimento, denuncia il dirigente sindacale della Cgil, “ha immediate gravi conseguenze per decine di testate che già vivevano una difficile situazione finanziaria, con la certezza di metterne in discussione la sopravvivenza, i livelli occupazionali, il pluralismo e la qualità dell’informazione”. Queste testate della carta stampata, ma anche radio e tv private, “esprimono idee e rappresentano opinioni di movimenti, associazioni e organizzazioni della società italiana: sono organi di informazione che non godono dei favori del mercato pubblicitario, ma che sono radicate nella vita politica e sociale del paese”.
La Cgil, pertanto, conclude Fammoni, “ritiene indispensabile e urgente che il Parlamento discuta in una sede propria una vera riforma dell’editoria, che difenda il pluralismo e riordini i criteri di erogazione del contributo pubblico ai giornali, per evitare abusi e discriminazioni, incoraggiando processi innovativi e la qualità delle pubblicazioni. Per questo un'iniziativa forte e incisiva, di denuncia e mobilitazione, deve essere sviluppata fino alla modifica di questa norma sbagliata”.

Notizia del: mar 23 set, 2008

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