PONTEDERA: TRATTATIVA SOSPESA PIAGGIO IN SUBBUGLIO
Un pacchetto di otto ore di sciopero, di cui una da impiegarsi oggi in assemblee dei lavoratori di ogni turno. E altre iniziative di protesta, con molte probabilità scioperi articolati da lunedì, con presidi alle portinerie merci e di ingresso. Piaggio è in subbuglio. I sindacati confederali si dicono umiliati dal dietrofront dei rappresentanti aziendali l’altro ieri notte. «Erano circa le 23,30 e si attendeva che l’azienda si esprimesse sulle nostre controproposte in materia di mercato del lavoro, salario, ambiente. Invece si è presentato un esponente degli Industriali per dire che non esistevano le condizioni per proseguire le trattativa». È il racconto di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil, uno dei protagonisti dell’ultima, chilometrica, giornata di trattativa per il rinnovo dell’integrativo Piaggio. «E dire - continua Landini - che la delegazione di Piaggio si era presentata la mattina dicendo “siamo qui per provare a fare l’accordo”. Ha mostrato disponibilità e la sera è tornata indietro. Mi domando cosa stia succedendo; i rappresentanti dell’azienda se ne sono andati senza la data per un nuovo incontro. Non vorrei che fosse un atteggiamento strumentale verso i lavoratori: è ora che Colaninno si faccia vedere a questo tavolo e torni con i piedi per terra». Altrettanto movimentata la giornata di ieri. Fra riunioni, lanci di agenzie (l’ultimo, dopo il disco verde dei sindacati al piano di salvataggio Alitalia, dice che il titolo Piaggio guadagna il 7,03% in borsa) e dichiarazioni a caldo dei sindacalisti. Che, sentiti singolarmente, per una volta hanno opinioni pressoché identiche: temono che non sia un caso che «l’allontanamento dall’azienda si sia consumato in contemporanea con il rientro della Cai, presieduta da Colaninno, nella trattativa Alitalia». Ma allo stesso tempo sono convinti che «l’accordo per l’integrativo va fatto, che il contratto aziendale è un diritto dei lavoratori di Piaggio». «Siamo rimasti esterefatti - dichiara Angelo Mangino, segretario provinciale Fim -. Pensavamo di avere formulato controproposte positive per imboccare la via verso l’accordo in poco tempo, soprattutto sulla definizione del bacino da cui attingere per le assunzioni, in modo che in cinque anni tutti i precari potessero essere stabilizzati. Concettualmente l’azienda aveva aderito, salvo riservarsi di trovare gli strumenti tecnici. Invece si è dileguata: una mossa pericolosa. Saremo ancora duri nei prossimi giorni, ma se l’azienda continua a essere delatoria scatterà il piano b, ovvero mobilitazioni più ampie fino al coinvolgimento dell’opinione pubblica, dell’indotto, della politica». Marcello Casati, segretario provinciale Uilm, non si sente di dire «se si è consumata una rottura». Ma nemmeno condivide l’atteggiamento di sindacati e azienda: «Non c’è bisogno oggi di prove di forza, il braccio di ferro non serve nemmeno a Piaggio - dice Casati -. Il suo gruppo dirigente fa di tutto per demotivare i lavoratori. Sono molto arrabbiato. Penso che la trattativa sia saltata quado si è iniziato a fare sul serio, ad andare a fondo dei problemi». L’interruzione della trattativa «è un segnale fortemente negativo» per il segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici Maurizio Iacoponi. «Chiediamo che si torni al tavolo quanto prima. Non ci preoccupa la pausa di riflessione, ma il fatto che non ci sia la data per un nuovo confronto». Nessuna rottura, si dice dal quartier generale Piaggio. Semplicemente si evince che l’azienda aveva chiesto e concordato con Rsu e organizzazioni sindacali una pausa di riflessione legata in particolare ad approfondimenti tecnici in materia di mercato del lavoro. L’azienda è determinata a chiudere al più presto la negoziazione sull’integrativo, ed è probabile che già la prossima settimana si avrà la data dell’incontro destinato a tramutarsi nel “rush finale” per l’accordo tra Piaggio e sindacati. Barbara Antoni DA IL TIRRENO
Notizia del: ven 26 set, 2008

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