SIECI (FI): SALTA L'ACCORDO PER LA BRUNELLESCHI LO STOP ARRIVA DAL COMUNE DI RIGNANO
Ennesima fumata nera per il trasferimento da Pontassieve a Pelago della Brunelleschi, la storica azienda di piastrelle smaltate delle Sieci.
Ancora una volta è saltata la firma del protocollo d’intenti tra la Provincia di Firenze, i Comuni di Pontassieve, Rignano e Pelago, il Gruppo Margheri (proprietario della Brunelleschi) e la FILCEM CGIL. E ancora una volta lo stop giunge dal Comune di Rignano.
Alcuni mesi fa oggetto del contendere è stata l’area ex Montecchi, che nel piano di sviluppo avrebbe dovuto essere trasformata da produttiva a commerciale: sulla base di cavilli burocratici è stato rallentato il trasferimento di Brunelleschi a Salceto, la zona di Rignano dove avrebbe dovuto sorgere il nuovo stabilimento. In seguito, dopo la decisione da parte del Gruppo Margheri di rinunciare al trasferimento di Brunelleschi a Salceto e l’acquisto dello stabilimento ex Altaeco alla Massolina, il Comune di Rignano ha di nuovo ostacolato il piano di sviluppo sostenendo che per firmare il protocollo d’intenti istituzionale c’era la necessità, dopo l’addio di Brunelleschi, di garantire un nuovo investimento produttivo su Salceto.
Sono state riprese nuove trattative, azienda e sindacato hanno preparato un nuovo protocollo d’intenti ed è stato stabilito che un polo tecnologico produttivo sostituirà la Brunelleschi a Salceto. Ma lunedì scorso il Comune di Rignano, rappresentato dal sindaco Gianna Magherini e dall’Assessore Spolverini, ha rifiutato la firma del protocollo, sostenendo che era necessaria una verifica della maggioranza sui contenuti, in particolare per quanto concerne la trasformazione a uso commerciale dell’area ex Montecchi.
“Peccato che quei contenuti siano stati concordati tra parti sociali e istituzioni, compreso il Comune di Rignano, da almeno due anni,” precisa Luca Paoli, segretario generale della FILCEM di Firenze, “e che sia stato fatto un Consiglio comunale specifico nella scorsa primavera.”
Nel frattempo Brunelleschi sta portando avanti il piano industriale concordato tra management, RSU e FILCEM CGIL con risultati significativi: gli investimenti promessi dal Gruppo Margheri sono stati fatti, la riorganizzazione aziendale ha portato a una forte innovazione con la presentazione di nuovi prodotti di alta qualità, le assunzioni hanno portato a superare la soglia dei cinquanta dipendenti.
“Considerando che l’azienda,” spiega Simone Petronici della RSU, “all’inizio della crisi, era prossima al collasso, con diciassette dipendenti in cassa integrazione, dobbiamo essere soddisfatti del risultato raggiunto. Anche se siamo consapevoli che non è sufficiente per ritenere la Brunelleschi fuori dalla crisi.”
Infatti, per il pieno rilancio di Brunelleschi occorrono ulteriori investimenti tecnologici e formativi, un rafforzamento delle politiche commerciali (in questi giorni si svolgerà il CERSAIE, l’importante fiera del settore che dovrebbe portare nuovi ordini ed è un importante banco di prova per i nuovi prodotti), ma, soprattutto, serve un nuovo stabilimento.
“Spazi più grandi e più sicuri,” dichiara Luca Fratini della FILCEM CGIL, “sono un requisito essenziale per consentire l’efficienza di Brunelleschi. Il trasferimento a Pelago, insieme alle altre misure che abbiamo contrattato nel piano industriale, dovrebbe assicurare il rilancio definitivo dell’azienda. A condizione che avvenga in tempi rapidi. È da anni che va avanti questo tira e molla politico.”
La mancata firma del protocollo ha scatenato tensioni politiche e sindacali.
Il prossimo incontro del 30 settembre, presso il Comune di Pontassieve, sarà decisivo a detta della FILCEM.
“Ci sono donne e uomini che rischiano il posto,” sostiene Luca Paoli, “è tempo che ognuno s’assuma le responsabilità. A cominciare dalle istituzioni. I comuni di Pontassieve e Pelago stanno facendo la loro parte, Rignano invece rischia una brutta figura sul piano politico. E anche la Provincia, il cui Presidente è tra l’altro cittadino rignanese, avvalla con un silenzio colpevole questi comportamenti irresponsabili. Sia chiaro,” conclude Paoli, “se salta il piano di sviluppo per colpe politiche e Brunelleschi rientra in crisi, porteremo i lavoratori a far visita ai Consigli di Rignano e della Provincia. Per un chiarimento diretto.”
DB
Notizia del: ven 26 set, 2008

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