Sindacati: case famiglia di Livorno, salta il tavolo in prefettura, avviate procedure sciopero

Gli operatori delle case famiglia insieme ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e UIL dichiarano lo stato di agitazione e annunciano lo sciopero se l'azienda non riaprirà il dialogo sulle notti passive, dopo un confronto fallito al tavolo del Prefetto di Livorno.
I sindacati di categoria, Fp CGIL, Fpl UIL, Fp e Fisascat Cisl, hanno chiesto un incontro urgente in Prefettura per fare presenti le gravi criticità del servizio case famiglia dopo la riorganizzazione conseguente al cambio appalto.
Le lavoratrici e i lavoratori delle case famiglia hanno subito una sostanziosa decurtazione di orario che pesa in modo importante sulle retribuzioni: da full time gli operatori sono passati, nel migliore dei casi, a 16 ore ma, in realtà, la permanenza nel luogo di lavoro, in casi particolari, resta la stessa grazie alla formula delle "Notti Passive".
Nelle case famiglia, infatti, dove in precedenza era prevista la sorveglianza notturna attiva, oggi, a partire dalle 23 e 30 fino alle 6 e 30, l'unico operatore previsto è costretto a dormire nella struttura senza essere retribuito e il lavoro è considerato tale nell'eventualità che un ospite, nella maggior parte bambini e minori non accompagnati, svegli l'operatore in caso di bisogno.
Inoltre gli adeguamenti alle strutture gruppo appartamento e casa famiglia che, al momento coesistono e che dovevano essere messi in sicurezza entro metà Maggio con opportune modifiche strutturali, non sono stati ancora effettuati e rimandati ai mesi estivi.
Questo pone grandi problemi di sicurezza: la casa risulta ancora non divisa, creando possibilità di commistione tra gli ospiti che vanno dai 6 ai 18 anni e, se un utente dovesse avere un problema o un malore, non esiste modo di attivare una chiamata di emergenza in grado di svegliare l'operatore e attivare il servizio.
La violazione degli istituti contrattuali quali quello della notte passiva che è prevista previo accordo sindacale e su contratti full time, mette a rischio il servizio, noi rappresentanti dei lavoratori non siamo contrari al cambiamento, purché sia migliorativo del servizio e vogliamo, quindi, sottolineare le nostre preoccupazioni per gli elementi di pericolosità insiti nell'istituto della notte passiva applicata in modo improprio: non è rispettato il riposo delle 11 ore, l'operatore dorme su un lettino in un locale che non è esclusivamente dedicato e, in caso di un qualsiasi infortunio avvenuto durante la notte passiva, non è specificato se il lavoratore sia coperto o meno dall'assicurazione.
La sicurezza di utenti e lavoratori resta un nodo fondamentale: al momento in casa famiglia è presente un minore con gravi problemi di salute, che potrebbe avere una crisi in qualsiasi momento senza avere la possibilità di svegliare l'operatore in notte passiva e il risultato è che gli operatori svolgono servizio attivo gratuitamente, per una questione di coscienza.
In Prefettura abbiamo dovuto constatare la totale sordità da parte di Comune e cooperativa ai nostri appelli e siamo stati costretti a dichiarare lo stato di agitazione che implica il rifiuto all'imposizione della notte passiva, effettuando, pertanto, soltanto l'orario previsto dal contratto individuale.
Il prossimo passo sarà lo sciopero e, se non dovesse essere sufficiente la mobilitazione, siamo pronti a organizzare ulteriori forme di protesta.

 

Notizia del: ven 19 mag, 2017

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